Blog, feeds, XML e RSS

Il blog come strumento di divulgazione è esploso e sta cambiando il modo di fare informazione. L’XML è divenuta la tecnologia sulla quale si pianificano i progetti più ambiziosi e termini come feed, RSS o RDF sono oramai su tutti i siti di informazione (grandi e piccoli). E’ evidente che il web ha intrapreso una strada ben definita, così come è evidente che nel prossimo futuro sarà pressochè impossibile investire in progetti web senza sapersi integrare in questo nuovo flusso informativo. Facciamo un pò di chiarezza e forniamo i concetti di base per non rimaner tagliati fuori con questa chiara ma sintetica guida per i neofiti.

Cosa è un Blog?

Dal punto di vista tecnico un Blog è una applicazione che consente di gestire e pubblicare articoli in maniera individuale ed autonoma. Tuttavia ad una più attenta analisi possiamo tranquillamente affermare che il successo di questa forma di comunicazione in realtà è dovuto al fatto che questi programmi mettono a disposizione i contenuti del blog di chiunque voglia includerli nel proprio sito web. Questo strumento è generalmente chiamato "feed" (ecco un nostro feed di esempio). Avere un blog quindi non vuol dire semplicemente "pubblicare" autonomamente, ma "mettere a disposizione" di chiunque i propri contenuti, che diventano di fatto una fonte di informazioni a libero accesso. Chiunque gestisca un blog quindi "corre il rischio" di vedere i propri articoli idealmente in qualsiasi sito esistente.

L’XML

Con XML intendiamo "Extensible Markup Language". E’ una specifica ben precisa simile al linguaggio HTML che gestisce l’interscambio di informazioni. Un file XML è un semplice file di testo ASCII contenente informazioni delimitate da TAG XML appunto.

Cosiderando l’XML come la lingua madre, esistono diverse sotto-specifiche che possiamo considerare dialetti; RSS, RDF ecc ecc. Queste specifiche hanno lo scopo di favorire l’interscambio di informazioni tra strumenti di varia natura. La specifica RSS (Really Simple Syndacation) è generalmente dedicata all’interscambio di informazioni nel web. I blogs presenti in rete, mettono a disposizione di altri siti web gli articoli postati dall’autore proprio con il formato RSS.

Esistono anche strumenti che richiamano le informazioni aggiornate attraverso opportuni software senza l’ausilio di un browser; gli Aggregator. Questi programmi sono una evoluzione dei newsreader, e raccolgono semplicemente le informazioni aggiornate dalle fonti inserite dall’utente senza necessariamente navigare nel web. Per creare contenuti utilizzabili dagli aggregator lo standard tecnico è l’RDF. Molti blog forniscono contenuti in entrambi i formati; RSS e RDF.

I nuovi flussi dell’informazione

Se fino a qualche tempo avere pagine web indicizzate dai motori era la priorità assoluta, ora con l’XML si sta facendo lentamente ma inesorabilente strada un altra priorità; non più avere la pagina web direttamente indicizzata ma diffondere i propri feeds in tutti i siti compatibili con il nostro argomento, oppure inserirli nei motori di ricerca di contenuti XML. In poche parole, non indicizzare più la pagina vera e proprio, ma diffondere attraverso web ed aggregators i collegamenti alle pagine attraverso i feeds RSS e RDF.

Google ha già implementato in funzione beta un motore di ricerca riservato esclusivamente ai blog, ed il famoso "Google News" non è altro che un motore che cerca nei feeds di molti quotidiani on line ed altre fonti di informazione.

Il nuovo modo di fare informazione

Queste nuove tecnologie di fatto hanno introdotto un nuovo ruolo nel panorama informativo. Non più soltanto fornire contenuti, oppure riportare contenuti ma "organizzare" i contenuti esistenti per integrarli eventualmente con i propri.

Alla luce di cìò possiamo tranquillamente affermare che un blog è una qualsiasi fonte di informazione, costantemente aggiornata, a cui è possibile attingere. Che siano news, che siano articoli oppure altro, se sono messi a disposizione tramite dei feeds possiamo parlare di blog.

La tecnica dell’URL Rewriting

Tutti i portali dinamici hanno il problema dell’indicizzazione delle pagine dinamiche nei motori di ricerca a causa dell’URL dalla struttura complessa.

Per fare un esempio, un indirizzo dinamico tipo;

page.php?cat=news&cod=5

viene indicizzato dai motori con una certa difficoltà rispetto ad uno statico come:

page.html

Non è una regola vera e propria ma più che altro si tratta di un certo disorientamente che gli spiders dei motori accusano quando trovano caratteri come ‘&’, ‘?’ oppure ‘=’ nell’indirizzo della pagina. Come conseguenza le pagine con un indirizzo normale vengono indicizzate maggiormente rispetto a quelle dinamiche, e più di frequente.

Per ovviare a questo inconveniente esiste una tecnica chiamata url rewriting, vale a dire fare in modo che il server "riscriva" in maniera "statica" indirizzi dinamici.

La messa in opera di questa tecnica varia in base alla tecnologia dei sistemi e non è di semplice attuazione ma richiede tempo, attenzione e molta esperienza, ed in caso di portali vasti può richiedere la pianificazione di un vero proprio progetto dedicato. Negli esempi ci occuperemo di tecnologia Apache/php.

Per avere modo di utilizzare questa strategia è necessario utilizzare il modulo "mod_rewrite" di apache che ci consente di "sostituire" gli indirizzi di pagina digitati dagli utenti con indirizzi di sostituzioni calcolati attraverso una sintassi basata sulle Regular Expression (Regex). Sorvoliamo ovviamente sulla sintassi regex in quanto è alquanto ostica, ma in caso vogliate approfondire vi rimandiamo alla pagina http://www.evolt.org/article/rating/20/22700/.

Mantenendoci su esempi semplici supponiamo di voler trasformare l’indirizzo;

http://ikaro.net/articoli/articolo.php?file_name=url_rewriting

in

http://ikaro.net/articoli/cnt/url_rewriting.html

Dovremmo utilizzare la seguente configurazione del mod_rewriting;

1) RewriteEngine on
2) RewriteRule /articoli/cnt/([^/]+).html /articoli/articolo.php?file_name=$1 [L]

La prima riga attiva il modulo di rewriting, la seconda fa in modo che l’indirizzo dinamico a destra venga sostituito con un indirizzo statico che utilizzarà il vaolre del parametro "filename" per dare un nome alla pagina, pagina che in realtà, non esiste.

Queste due righe possono essere inserite;

a) in un file .htacces nella directory in cui si vuole abilitare questa funzionalità
b) nel file di configurazione httpd.conf (ma richiede privilegi di superuser)

Da notare che la pagina con indirizzo statico in realta non esiste, è solo un alias che il server riconosce per fare in modo che i motori vedano una pagina "normale" al posto di una pagina dinamica, e far si che venga indicizzata normalmente.

Il vero url della pagina che stai leggendo non è quello che appare nella barra degli indirizzi, ma è:

http://ikaro.net/articoli/articolo.php?file_name=url_rewriting

ATutor sbarca in italia

Arriva in italia il primo meeting in lingua italiana dedicato al potente applicativo di e-learning ATutor. L’evento si terrà il 14 Ottobre 2005 a Capri ed è organizzato da Labor scarl, azienda operante nel settore della formazione universitaria e post-universitaria. L’evento è rivolto sia ad operatori professionali che ad utenti che vogliono approfondire la conoscenza di questo sistema informativo, e vedrà la partecipazione di Greg Gay che ideò il software anni or sono.

Spiegare in poche righe cosa sia ATutor e cosa rappresenti nel campo della formazione a distanza non è semplice, ma volendo raccogliere pochi ed essenziali caratteristiche possiamo dire che ATutor è una piattaforma di Learning Content Management System (educazione a distanza via web) completamente opensource, sviluppata con tecnologia php/MySQL.

E’ disponibile in numerossime lingue; Inglese (ovviamente), italiano, tedesco, francese, spagnolo, portoghese, russo, cinese e moltissime altre.

Chiunque può scaricare, installare e modificare l’applicativo, che viene rilasciato con licenza GNU. Il fatto degno di rilievo è che questa applicazione può essere forse definita un "case study" di come una applicazione a sorgente aperto e di libero utilizzo riesca a conquistare il mercato a discapito di software proprietario. Il suo funzionamento infatti non ha nulla da invidiare ai software antagonisti in quanto presenta proprio tutte le funzionalità necessarie per organizzare corsi a distanza. E’ ovviamente prevista una gesione docenti, ogni docente può organizzare il materiale didattico da mettere a disposizione degli iscritti, materiale che può essere di vario formato; testo, audio, video ecc.

L’iterazione docente/discente può avvenire tramite messaggistica, chat ed altri strumenti disponibili nei plug in disponibili. Il docente può fissare date degli esami, e relativamente ad ogni esame può creare ex-novo ogni tipo di test da sottoporre ai discenti dalla cui valutazione poi dipenderà il proseguimento del corso on line del discente stesso.

I numerosi moduli aggiuntivi (gratuiti e liberamente utilizzabili) consento di aggiungere ulteriori funzionalità, quali; organizzazione lavoro di gruppo, condivisione di una lavagna grafica, trasformazione dei testi in audio (da ascoltare), ottimizzazione dei contenuti per utenti con problemi di accessibilità.

Abbiamo avuto modo di installare la piattaforma e la licenza GNU ci ha permesso di operare modifiche sul sorgente, la cui "presonalizzazione" per un programmatore php è relativamente semplice. L’unico limite della licenza è che le verioni modificate da imprese che utilizzano la piattaforma per lavoro non possono essere rilasciate all’esterno per ovvi motivi di integrità del progetto, ma se si considera che è addirittura consentito utilizzare questo pacchetto anche per organizzare corsi a pagamento, ci troviamo decisamente di fronte ad una rivoluzione tecnologia che ci auguriamo abbia altri degni successori.

Il sito ufficiale di ATutor per informazioni e download è http://www.atutor.ca/

Per ulteriori informazioni sull’evento o per registrarvi gratuitamente potete consulare il sito ufficiale http://www.atutorday.it/

Rinnovarsi: questo è il segreto per esplodere nel Web

Questa è la classifica dei siti in lingua inglese più visitati (dati aggiornati a maggio 2005); Yahoo.com, msn.com, google.com, passport.net, ebay.com, microsoft.com, amazon.com, fastclick.com, google.co.uk, aol.com.

Ma cos’hanno in comune l’80% dei siti presenti nell’elenco ?

Presentano quotidianamente ad un numero sempre più elevato di utenti dei contenuti originali, rinnovati ed esclusivi… Naturalmente il livello di questi attori del Web è sicuramente di primo piano, ma la regola si può applicare in scala più ridotta anche agli altri siti presenti sul Net.

Questo sembra essere infatti il vero « segreto » per ottenere visibilità, fama e successo. La regola sostiene che il webmaster ogni giorno (o almeno con frequenza bisettimanale) deve essere in grado di rinnovare, aggiornare e implementare una percentuale del proprio sito.

L’azione di rinnovamento deve coinvolgere in preferenza l’home page, che possiede già naturalmente il page rank più alto, e poi proseguire con l’inserimento di un certo numero di pagine nuove, cui si potrà accedere tramite link dalla stessa home page. I contenuti devono essere preferibilmente ex novo perché gli spider riconoscono e sottovalutano i contenuti già presenti sul Web. A livello generale, infatti, Internet e i suoi meccanismi interni ricercano e premiano sempre la novità e l’originalità.

Grazie al blog un webmaster può aggiungere agevolmente nuovo contenuto alle proprie pagine web, incentivando le visite degli utenti. Infatti, gli spider che individuano la presenza di un blog in costante aggiornamento, ritornano a visitarlo e dunque ad indicizzarlo con maggiore frequenza, a volte anche ogni giorno. Normalmente può trascorre almeno un trimestre prima che uno spider venga ad indicizzare un sito dopo la sua registrazione in un motore di ricerca. Al contrario, se il webmaster lo inserisce in un blog famoso, il sito può essere indicizzato anche in una sola settimana.

Se uno spider sa che un sito si rinnova con un ciclo continuo, verrà a visitarlo anche quotidianamente. Altrimenti, non perderà tempo e passerà solo saltuariamente. In più, sembra che alcuni motori di ricerca diano maggior rilievo ai risultati ottenuti dai blog, forse perché vengono aggiornati dagli utenti Internet con interventi e valutazioni personali invece che da messaggi pubblicitari e contenuti a pagamento, considerati di valore inferiore rispetto a quanto in un altro articolo avevo chiamato proprio “serbatoio di idee, modulabili e multi-tematiche” ossia il blog.

Disdetta ADSL di Fastweb

In questi ultimi tempi, tra le numerose e vantaggiose offerte di connettività ADSL disponibili sul mercato, stanno venendo a galla alcuni "inconvenienti" di tipo burocratico evidenziati proprio dal migrare degli utenti da un operatore all’altro.

In particolare sino a qualche anno fa il luogo comune era la fuga da Telecom, prima ostacoltata dalla compagnia stessa, poi liberalizzata da un decreto del garante in materia di ADSL e VoIP. Nel passaggio da Telecom ad altro operatore, era possibile mantenere la vecchia numerazione.

Ora però sta uscendo fuori qualcosa di "singolare" riguardo un’altra compagnia; Fastweb. Tutti gli utenti che in questi ultimi tempi vorrebbero passare da Fastweb ad un altro fornitore di connettività ADSL che non sia Telecom e vogliono mantenere la vecchia numerazione (con prefisso geografico), hanno avuto una gran brutta sorpresa: non si può passare direttamente da Fastweb ad altro operatore diverso da Telecom senza rinunciare al vecchio numero.

I motivi per i quali non è consentita questa scelta hanno origini dall’esclusività che Telecom Italia ha ancora sulla gestione dell’ultimo miglio della linea (dalla centralina a casa/ufficio).

Per cui passaggi che un utente è costretto ad affrontare nel caso in cui volesse utilizzare ad esempio un servizio ADSL offerto da una compagnia diversa da Telecom abbandonando Fastweb, sono i seguenti;

  • Disdire il contratto con Fastweb solo dopo i 12 mesi di contratto, oppure disdire prima dei 12 mesi pagando comunque l’intero servizio di 12 mesi.
  • Passare a Telecom con le seguenti condizioni;
    • Pagando una quota di rientro (circa 120,00 euro per utenti business)
    • Rimanendo con Telecom per almeno un anno, oppure disdicendo prima pagando comunque l’intero anno di abbonamento
  • Dopo aver comunque versato la quota di rientro e pagato un anno di servizio con telecom, richiedere l’abbonamento al nuovo provider;

La procedura è alquanto singolare, così come l’anomalia nei quali rientrano gli utenti fastweb che ora vorrebbero valutare il passaggio ad altre offerte senz’altro più competitive.

Abbiamo inoltre notato come nella corsa al ribassi di offerte ADSL che ha coinvolto tutti gli operatori a tutto vantaggio degli utenti, Fastweb sembra sia rimasta completamente immune. Facendo un paragone tra servizi offerti dalla compagnia sino a qualche tempo fa e confrontandoli con le offerte odierne presenti nel loro sito web in alcuni casi ci sembra che l’importo sia addirittura aumentato. Che sia una conseguenza della condizione di "ostaggio burocratico" in cui tutti i clienti Fastweb si vengono a trovare una volta diventati loro abbonati?

Ad essere precisi gli utenti possono in ogni caso disdire Fastweb secondo le norme contrattuali e richiedere un servizio ADSL con Voip a quelle poche compagnie che sono in grado di operare autonomamente da Telecom, ma si perderebbe il numero di telefono e questo può complicare la vita sia ad aziendeche a privati.

Ovviamente siamo in un libero mercato e la responsabilità è sempre e comunque degli utenti che firmano i contratti, ma su una cosa non dovrebbe esserci dubbio: questa situazione avrebbe dovuto essere comunicata agli utenti in maniera ben più chiara prima che scegliessero Fastweb, così come dovrebbe essere evidenziata maggiormente oggi poichè saranno presumibilmente ancora molti gli utenti che passeranno a Fastweb oppure ad altre eventuali compagnie che presentano lo stesso tipo di problematica, senza che nessuno li metta al corrente di cosa comporterebbe cambiare per un altro operatore.

La domanda magica quindi che consigliamo di fare ad un possibile fornitore di linea ADSL è la seguente: "Dopo aver stipulato il contratto, cosa succederebbe qualora decidessi di cambiare per un altro operatore?".

Siamo ovviamente a disposizione per controrepliche e chiarimenti da parte di chiunque voglia intervenire qualora ci siano imprecisioni in quanto riportato in questo articolo.

Il web: marketing e comunicazione alla portata di tutti

Dopo la prima vague della new economy, seguita dalla disastrosa “risacca” dell’anno 2000, eccoci in pieno Rinascimento dell’Internet… Godiamoci dunque i frutti di questa ripresa, soprattutto quelli che offrono una maggiore capacità espressiva con fini commerciali o puramente creativi, espressivi e culturali.

A livello economico, l’attuale interesse del mercato dell’advertising e dell’informazione verso i canali del Word Wide Web di tipo "fai da te", "low cost" o avvalendosi degli specialisti del webmarketing, sta dando sempre maggiori risultati sia in termini di presenza fisica sul Net che nel flusso di Business generato.

La situazione economica stagnante e la conseguente contrazione dei budget è una delle cause primarie del dirottamento delle risorse (economiche, intellettuali e creative) verso strumenti promozionali ed espressivi “originali”, che siano in grado di coinvolgere direttamente ed efficacemente il target degli utenti-consumatori.

I siti web aziendali o con scopi di lucro si sono moltiplicati; con essi si è accresciuta la corsa ai primi posti su Internet, mentre termini e concetti come “posizionamento”, “ottimizzazione”, “page rank”, “visibilità”, “parole chiave”, “indicizzazione”, “toolbar”, ecc. sono diventati sempre più di uso comune.

A livello puramente editoriale, pseudo-editoriale o espressivo sono nati nuovi strumenti per comunicare e per rendere fruibili a tutti le proprie idee; uno di questi è ad esempio il blog:

Sorta di un “diario in rete”, il termine linguistico che lo designa è la contrazione di web log. La sua struttura comporta una pubblicazione guidata che consente di creare automaticamente una pagina web; è una sorta di sito gestito autonomamente dove in tempo reale è possibile inserire e pubblicare le proprie idee, archetipi e considerazioni. Tramite il blog si viene in contatto con persone in località remote, ma spesso vicine alle proprie opinioni. Ecco perché alcuni blog si possono considerare come veri e propri diari personali e/o collettivi e in questo contesto la riservatezza, il privato, il personale vanno verso un’apertura totale e la collettività.

La praticità dei blog nel creare un serbatoio di idee, modulabili e multi-tematiche consente all’internauta di diventare scrittore-giornalista-editore in un sol colpo e senza costi aggiuntivi. (fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Blog)

Anche l’audio è un ottimo strumento espressivo e di web-marketing. La voce è un’espressione individuale capace di garantire un contatto diretto con le altre persone, tangibile e quindi più attendibile della parola scritta.

L’audio-marketing è sicuramente un fattore importante per progettare una web-campaign strategica ed efficace. In passato sul web l’audio era in verità solo un’opzione decorativa, ora viene impiegato per moltiplicare l’incisività del messaggio e creare dei legami più stretti con gli utenti globali.

L’Internet sta diventando dunque pianeta parallelo sempre più complesso, multifunzionale, in continua evoluzione e sono i dati che lo dimostrano:

Dati Internet in Italia (Analisi aggiornate al 12 settembre 2005 )

I dati sul numero di “utenti” globali Internet sono imprecisi, spesso inattendibili e quasi sempre dilatati. Sembra tuttavia verosimile che il numero di persone on-line nel nostro Paese si possa collocare – secondo i molteplici criteri di utenza – tra i 10 e i 16 milioni.

Secondo dati aggiornati al settembre 2005 il numero totale di persone che accedono alla rete in Italia – anche occasionalmente, sarebbe cresciuto a quasi 16 milioni – contraendosi a meno di 14 se si escludono gli accessi in circostanze esterne all’ambito domestico, come corsi professionali, in biblioteca o «Internet caffé»– e a poco meno di 10 se si considerano le persone che dichiarano di collegarsi “almeno una volta alla settimana”. Mentre sono fra i 4 e i 5 milioni gli utenti che dicono di essere online con cadenza quotidiana. (Fonte : http://www.gandalf.it/dati/dati3.htm)

* Altre interessanti specificazioni sulla qualità dei contatti:
La maggior parte usa Internet con la posta elettronica (93%) e per raccogliere informazioni sui diversi Motori di ricerca nazionali ed internazionali (79%). (Fonte: Jupiter Media http://www.jupitermedia.com)

* Per il 68% dei internauti è utile, per il 22% divertente, per il 20% esprime vari giudizi. (Fonte: Eurisko http://www.eurisko.it).

Telefonare con skype? Oggi è possibile anche ricevere!

Telefonare gratis in internet è diventata negli ultimi tempi una possibilità nota a tutti. Applicazioni VoIP come Skype infatti, che consentono di chiamare gratis su un altro computer o chiamare addirittura un telefono fisso a prezzi decisamente bassi, sono divenute molto popolari anche al grande pubblico meno esperto di nuove tecnologie. Ma l’innovazione vera e propria che consentirà non solo di telefonare con Skype in internet, ma anche di ricevere telefonate sul proprio computer assegnando ad esso un numero telefonico è forse il punto di svolta che segna un radicale cambiamento nel mercato.

Il nuovo servizio si chiama SkypeIn e come facile dedurre, viene offerto a tutti gli utenti dell’ormai celeberrimo Skype. Oltre infatti a telefonare gratis via internet verso un altro computer equipaggiato con Skype e a telefonare dal proprio computer verso un telefono fisso, con SkypeIn finalmente possiamo ricevere telefonate direttamente sul nostro computer da un normale apparecchio telefonico.

A chi è rivolto

E’ necessario essere utenti di Skype scaricando ed installando l’apposito software che viene fornito per quasi tutte le piattaforme: Windows, Mac OS, Linux e Pocket PC.

L’applicazione ovviamente funziona con una connessione Internet e non è affatto necessaria una linea velocissima, anche se con maggiore velocità la telefonata sembrerà quanto mai simile a quelle eseguite con un normale apparecchio telefonico (in termini di qualità della voce e ritardo).

Come scegliere un numero da assegnare al nostro computer. Una volta installato skype e sottoscritto un account, cliccando sull’apposito link "SkypeIn" presente sull’applicazione verrà visualizzato un elenco di paesi che offrono numeri telefonici da assegnare al nostro computer.

Al momento possiamo scegliere numeri dei seguenti paesi: Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Honk Kong, Polonia, Svezia, Regno Unito, Stati Uniti.

Il prezzo per mantenere il numero telefonico è di € 10 per 3 mesi oppure 30 € per un anno.

Come funziona

Una volta scelto un numero, ogni volta che apriremo skype e ci collegheremo in rete il nostro computer sarà raggiungibile da chiunque nel mondo telefonando al numero da noi scelto. La persona chiamante ovviamente pagherà in base alle normali tariffe del numero chiamato previste nel luogo in cui si chiama. Se ad esempio avete un numero francese, la persona che vi chiamerà dall’italia pagherà una telefonata con la Francia.

E se non siete collegati? Hanno pensato anche a questo. Acquistando un numero telefonico viene offerto un servizio di segreteria gratuito. Per cui quando siete collegati il vostro computer "squilla", quando siete off-line la segreteria entra in azione.

Ancora non sono disponibili numeri italiani, ma pensiamo che sia solo una questione di tempo.

Privacy: terza proroga per la legge 196 2003

E’ importante ricordare che i termini fissati per l’adozione di tali misure; 30 Giugno 2004 prorogato al 31 Dicembre 2004 con D.L. 24 Giugno 2004, n. 158 successiva proroga al 30 Giugno 2005 con D.L. 9 Novembre 2004, n. 266 ulteriore proroga al 31 Dicembre 2005 con la legge di conversione del decreto legge 30 dicembre 2004, n. 314 (scarica il documento) riguardano solo le misure minime non previste dal D.P.R. 318/99. Le misure minime già previste dal D.P.R. 318/99 si suppongono infatti già in essere.

Attenzione dunque a tutti coloro che effettuano trattamenti di dati personali (privacy): le misure minime previste dal D.P.R. 318/99 devono essere adottate già OGGI, così come tutti gli obblighi di informativa/consenso previsti dalla L. 675/96.

Non si pensi dunque che la spirale di proroghe nella quale è caduta la nuova normativa sulla Privacy sia una via di fuga dagli obblighi a carico di chi effettua trattamenti di dati personali. Chi non si fosse ancora attivato per mettersi in regola farebbe dunque meglio a farlo ADESSO lasciando questi giochi di proroghe agli uffici pubblici, i veri responsabili di questa ridicola situazione.

Link di approfondimento:

Guadagnare con internet

Avere un guadagno economico dal traffico generato dai visitatori su un sito internet è sempre stato l’obiettivo di ogni buon progettista web. Fino a qualche anno fa, l’unico modo per realizzare questa aspettativa era usare il sito web per vendere direttamente prodotti o servizi ai visitatori.

Questo basilare concetto di monetizzazione (e-commerce) in tempi recenti si è evoluto, e grazie ai nuovi sviluppi della rete abbiamo ora a disposizione strumenti e sistemi informativi che possono generare reddito solo e soltanto dai visitatori che entrano nel sito. Guadagnare con internet è la nuova frontiera, ma è possibile solo con un approccio professionale e strategico al progetto web.

Come guadagnare in internet

Il concetto è molto semplice. Il guadagno in internet viene generato dai "click" che gli utenti generano all’interno del vostro sito.

Ogni click, è (o può essere) un reddito. E’ sufficiente promuovere risorse esterne (di qualunque natura) e veicolare il traffico dei vostri utenti verso tali risorse o servizi. Il guadagno può essere generato con diverse modalità:

  • Il semplice click sul link
  • L’adesione del vostro utente sul sito linkato
  • L’aquisto di beni e/o servizi offerti da tale sito

Tali risorse sponsorizzate possono essere visualizzate graficamente in molteplici forme:banners, immagini, testo ed in genere i codici HTML vengono forniti direttamente dal sito di affiliazione, anche se è possibile costruirsi i propri tag se si è in grado.

L’ammontare delle retribuzioni può variare dipendentemente dal tipo di accordo con il sito sponsorizzato.

Cosa fare

Tale sistema di sponsorizzazione è chiamato "Referring partnership", oppure "Programma di affiliazione". L’adesione a questi programmi in genere è gratuita e può essere fatta direttamente on line. Dopo l’adesione, vi vengono messi a disposizione siti che offrono prodotti o servizi di svariata natura. Sarà poi vostra cura scegliere le tipologie di servizi e prodotti da inserire sul vostro sito.

TradeDoubler è uno dei programmi di affiliazione più noti di europa. L’iscrizione è gratuita ed istantanea e fornisce centinaia di servizi e prodotti di ogni tipologia. E’ anche multilingua e consente di selezionare offerte per ogni paese europeo. Offre anche un ottimo programma di affiliazione per newsletter (qualora ne aveste una con una guadagno per click molto alto.

Vi consigliamo di iscrivervi e di provarlo.

Come fare

Innanzitutto bisogna tener presente una cosa fondamentale. Il guadagno indotto dal traffico internet non può e non deve essere l’obiettivo del progetto, ma solo semplicemente una struttura informativa tesa a garantire un rientro economico per il mantenimento del sito, che deve comunque avere una ragion d’essere a sè stante.

Inoltre bisogna essere supportati da una discreta conoscenza delle dinamiche della rete.

L’effettiva riuscita di un "Programmadi affiliazione" dipende da quante persone cliccano sulle risorse suggerite. Ebbene, esistono statistiche ben precise in merito. Se consideriamo il rapporto tra il numero di visualizzazioni della risorsa, ed il numero di click sopra di essa (visualizzazioni/click), otteniamo un valore critico chiamato CTR (ogni quante visualizzazioni la risorsa viene cliccata). Possiamo quantificare genericamente il livello di riuscita di un programma di affiliazione, ed il conseguente guadagno, con questi dati:

  • CTR< 0,5 : Scarsa
  • 0,5 < CTR< 1,5: Media
  • 1,5< CTR< 2,5: Buona
  • CTR> 2,5 : ottima

Quanto si guadagna? Semplice. Dipende dal numero di pagine visualizzate, o meglio, dal numero di visualizzazioni della risosrsa sponsorizzata. Se avere già una pagina web che ha (ad esempio) 5.000 visualizzazioni al mese potete stare certi che se sponsorizzate una risorsa in quella pagina il CTR varia tra 0.5 e 2.5 (per esempio), per cui aspettatevi su quella pagina, un numero di click mensili che può variare da 25 a 150.

Strategie

Per tentare quindi di guadagnare dal traffico internet dobbiamo lavorare su due punti:

  1. Aumento del CTR (ClickTrought Rate)

    • utilizzando solo sponsorizzazioni attinenti l’argomento del sito
    • collocando le sponorizzazioni nelle posizioni giuste
    • utilizzare le sponsorizzazioni come complemento del contenuto della pagina (non viceversa)

  2. Aumento dei visitatori (e delle page views)

    • Utilizzando motori di ricerca
    • Migliorando la qualità delle informazioni sul sito
    • utilizzando una sintassi HTML corretta (per i robot)

Ipotesi di successo nel web

Lo sviluppo ed il mantenimento di ogni progetto web (piccolo, medio o grande) comportano alcune certezze, come l’investimento in termini di costi ed impegno, ed un unica grande incognita: il rientro in termini economici di tali sforzi. La consapevolezza delle dinamiche del contesto in cui andiamo ad operare è forse la unica base solida su cui dobbiamo far affidamento per avere un minimo di certezze sulle possibilità di ritorno economico.

A discapito del pessimismo sull’e-commerce e sull’e-business ormai dilagante su tutti i media, vogliamo andare controcorrente e provare ad indentificare pochi, semplici concetti da cui partire.

Premesso che quando parliamo di "riuscita" di un progetto web, ci riferiamo indistintamente a progetti di ogni dimensione (anche quelli amatoriali), se analizziamo le mutazioni del settore "internet" osservandolo in un arco di tempo molto ampio (dal 1995 ad oggi) forse la strada verso la quale dobbiamo indirizzare il nostro lavoro è ben individuabile.

1. La preistoria

Le figure professionali del settore al nascere della rete come fenomeno di massa praticamente non esistevano, ma era un continuo mutare di responsabilità e competenze. Dopo questo "ribollire" di ruoli esituazioni abbiamo assistito a metà degli anni 90 ad un assestamento del settore che ha determinato la nascita di 3 figure chiave:

  • Il committente
  • Lo sviluppatore
  • Il webmaster

I committenti erano idendificabili nelle aziende che volevano entrare inquesto nuovo canale di comunicazione. Tale richiesta era soddisfatta dagli sviluppatori che molto intuitivamente si erano fatti trovare pronti tecnicamente a soddisfare tali richieste, garantendosi anche un discreto profitto. Tali siti erano mantenuti giorno per giorno dai webmasters, che ne garantivano la raggiungibilità in ogni momento. E’ l’epoca dei siti "chi siamo/dove siamo/contatto", che proliferano ad una velocità impressionante.

Quando la rete si apre alla massa, i committenti iniziarono ad intravedere possibilità di guadagno. Per raggiungere tale scopo gli sforzi di manutenzione tesi ad aggiornare continuamente il sito internet, arricchendolo di strumenti interattivi, aumentò in maniera spropositata. Nasce l’e-commerce.

I committenti pertanto iniziarono a non essere più disposti a portare fuori il budget di manutenzione ed iniziò a reinvestirlo nell’acquisizione di strumenti di gestione per diventare autonomi, determinando una grossa crisi della figura a quel momento forse più rappresentativa di internet: il webmaster. Siamo intorno al 99.

2. Muore il webmaster e diventa tutto gratis

I committenti diventano autonomi, il webmaster scompare e le grosse corporations entrano in gioco ed intuiscono il prossimo step della rete; l’identificazione dell’utente (sino ad allora anonimo). Tutto diventa gratis; connessione, spazio web, servizi vari ecc. Si apre la caccia alle informazioni personali. Tutti riempiono qualsiasi modulo, per avere qualsiasi cosa, ilasciando obbligatoriamente il consenso al trattamento esteso dei dati personali. Il futuro della rete sembra incognito, ed in questa sitazione di cambiamento si vedono nascere e morire nell’arco di qualche mese molte tecnoclogie che sembrava dovessero divenire i nuovi standard tecnologici. Una su tutte: il VRML.

3. Scompare l’anonimato

Anche la caccia ai dati si satura. Le corporations offrendo servizi gratuiti raccolgono le informazioni personali di quasi tutti gli utenti,e questo momento in poi (siamo intorno al 2001) la rete cambia pelle. Si ricomincia a pagare tutto e apre una nuova fase.

Con i dati personali dei navigatori a disposizione la gara è ora quella di proporre merci, servizi ed informazioni specifiche indirizzate ad un pubblico statisticamente selezionato che offre le maggiori probabilità di vendita. Scompare anche l’anonimato del web. Non siamo più anonimi quando navighiamo.

Tali cambiamenti costringono i tre co-attori principali ad evolversi, e chi non si è adeguato a questo cambiamento rimane tagliato fuori. E’ infatti l’epoca dei grandi fallimenti, del risveglio dal "miraggio" internet. L’e-commerce diventa e-business.

4. Adesso

Questa ultima fase sta vivendo oggi il massimo del suo sviluppo, ed oggi, ai tre co-attori dell’inizio (committente, sviluppatore, webmaster) si sono sostituite 4 nuove figure chiave:

  • Data Manager – il nuovo entrato, colui che è in possesso dei dati degli utenti
  • Esercente – ex committente, colui che ha servizi/prodotti da offrire)
  • Web engineer – ex sviluppatore, colui sviluppa strumenti per la gestione dei dati
  • Publisher – ex webmaster, colui che attraverso tali stumenti diffonde i dati in rete prendendo una provvigione)

Pertanto il settore può essere ben identificato da questo flusso dati;

  • Il data manager raccoglie dati ed informazioni per proprio conto (con strumenti propri, oppure con strumenti sviluppati dal web engineer).
  • Può "offrire" tale valore agli esercenti per creare una offerta "targettizzata" (su misura per ognuno di noi).
  • Effettua tale offerta tramite i publisher, che attraverso opportuni software "risucchiano" tali offerte e le visualizzano nella rete tramite i loro siti a contenuto specifico.
  • Il publisher ha anche un ritorno economico da questa diffusione (in base a differenti criteri). Tali accordi di diffusione in genere sono chiamati "Referring partnership".

5. La strategia

L’analisi dell’evoluzione di internet negli ultimi 10 anni pertanto è di per se una conclusione. Dobbiamo integrarci in questa gestione dati globale. L’approccio diventa pragmatico e di sostanza, non più di forma. Bisogna capire che siamo di fronte ad una gestione planetaria di dati ed in tale contesto dobbiamo immergerci.

I siti internet sono diventati semplicemente strumenti per la raccolta/diffusione di dati ed informazioni.

La grafica ed il layout servono per far risaltare questa funzione, ed il grafico diventa l’ "information architect", colui/colei che studia la collocazione delle informazioni all’interno della pagine, e ne determina l’importanza usando la grafica e la posizione.
Il sito internet diventa un strumento (sistema informativo) per coordinare il flusso dati in entrata ed in uscita dal sito, e fare in modo che i nostri visitatori siano parte attiva in questo flusso.

Riassumendo, questi sono i punti essenziali da rispettare;

  1. Alta specificità dell’argomento del progetto web (questo ci consente di "selezionare" i nostri visitatori)
  2. Dinamicità del sito (il sito deve contenere tutte le informazioni in un DB)
  3. Sistema informativo che consente di integare programmi di "Referring partnership", andandoci a pescare solo quelle offerte od informazioni inerenti l’argomento del nostro sito (che ci danno di conseguenza maggior garanzia di riscontro in base al criterio di selezione degli utenti stabilità al punto 1)

4.RACCOGLIERE DIRETTAMENTE informazioni dagli utenti.

I primi 3 punti sono abbastanza chiari. Il quarto? Bè, se abbiamo fatto lo sforzo di analizzare lo sviluppo della rete dal 1995 ad oggi, proviamo anche a metterci qualche anno in avanti. Chissà. Domani magari le informazioni che contano potreste averle voi.