7 atteggiamenti da evitare per non apparire insopportabile nei social network

Bei tempi quando bastava pubblicare un post e bastava attendere che arrivassero. Social news come OkNotizie poteva inviare da solo anche 3000 visite in un giorno per un link piazzato bene.

Ora la conversazione si è spostata nei social e pochi vanno ad approfondire gli argomenti leggendo gli articoli su blog e giornali online.

Bisogna intercettare i visitatori nei social come Facebook, Google+ ecc, ma attenzione: risparmiati qualche atteggiamento comune che ti farà inevitabilmente sembrare insopportabile.

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Le statistiche di Facebook Insights: ecco cosa puoi scoprire sui fan della tua pagina

Ad aprile 2012 Mashable ha dichiarato che il numero di utenti registrati su Facebook aveva raggiunto i 901 milioni. Non stupisce quindi che le società, grandi o piccole che siano, riconoscano il potenziale di marketing e di profitto insito nell’essere presenti sul social network più famoso del mondo.

Le società che utilizzano le piattaforme di social media per le relazioni con i clienti, per la notorietà del marchio ed il marketing online hanno bisogno di misurare il livello di successo della loro campagna.

Ecco perché fioriscono ovunque strumenti per le analisi statistiche dei social media.

Alcuni di questi forniscono enormi quantità di dati per centinaia, a volte migliaia, di euro al mese.  Ma una società è in grado di ottenere informazioni sufficientemente utili da Insights, il pacchetto di analisi statistiche di Facebook? Continue reading

Falsi followers di Grillo su Twitter: quello che tutti fanno finta di non sapere

Sto dando una sbirciata divertita dal Brasile alla zizzania scatenata da Marco Camisani Calzolari via La Repubblica contro Beppe Grillo, accusato di avere finti followers su Twitter (La Repubblica non la linko per adeguarmi alle loro stesse policy sui link).

In tutta questa storia mi meraviglio che nessuno si sia mai occupato di far notare un paio di particolari, secondo me abbastanza ovvi, che ridimensionano tutto il tormentone estivo digitale.

Lungi da me la voglia di cavalcare la coda lunga aggiungendo l’ennesimo post alla querelle, quindi piazzo volutamente in questo articolo un bel noindex nei meta e tolgo adsense.

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Accessi al tuo Facebook da località differenti: come verificare se è un falso allarme

Oriana mi scrive su Facebook;

Scusami se ti disturbo non ci conosciamo ma so che sei esperto di FB , mi sta succedendo una cosa strana , oggi ho ricevuto due e.mail che mi informano che hanno tentato accedere al nmio account da Corridonia , un paese lontano dal mio !come devo comportarmi secondo te?

Incasso loffio come al solito l’appellativo di esperto, lasciandolo credere, e spiego come verificare se si tratti di falsi allarmi o meno.

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Perché chi lascia un lavoro fisso non è necessariamente pazzo

Nel lontano 1995, dopo l’ennesima “guerra” notturna in tipografia (nella quale fui sbattuto a lavorare quasi punitivamente per aver abbandonato l’università), tra macchine obsolete e dita che saltavano diedi le dimissioni perchè non riuscivo proprio a vedere un futuro adatto a me.

Qualche giorno dopo aprii la mia prima partita iva. Senza nulla in tasca. Solo un paio di milioni di lire di liquidazione ed il mio diploma di programmatore EDP rilasciato dalla Regione Lazio. E me ne andai di casa.

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10 motivi che fanno di vBulletin il CMS ideale per creare una community

Qualche giorno fa su Facebook Andrew Smith mi intercetta domandandomi se per un mio progetto brasiliano stessi usando la piattaforma vBulletin Publishing Suite.

A risposta affermativa mi ribatte: Ma come, non avevi detto che era meglio WordPress? E mi linka due vecchi articoli nei quali affermo effettivamente che WordPress è meglio di vBulletin.

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Quando i grandi se ne vanno, addio a Ray Bradbury

Quando molti di coloro dai quali hai attinto in giovinezza lasciano questo mondo capisci che diventare grande vuol dire inziare a tua volta a lasciare qualcosa a chi ti segue.

Che tu sia uno scrittore, un blogger, un professore o un semplice genitore. Non importa a chi, non importa quanto: l’importante è passare di buono quello che l’esperienza ti ha insegnato sino a quel momento.

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Come sgamare le recensioni false su TripAdvisor

Sono un contributore entusiasta di Tripadvisor, in particolare della sezione Ristoranti, perchè viaggio molto, mi piace mangiare e non sopporto i paraculi di vario genere, specie quelli spenna-turisti (a Roma ne sappiamo qualcosa purtroppo).

Tripadvisor è un ottimo servizio per trovare buoni ristoranti, basta saper riconoscere le recensioni vere da quelle false, che possono essere inserite dai proprietari degli stessi ristoranti o da loro incaricati/consulenti.

Ecco le tre tipologie di recensori che dovrebbero farti accendere la spia d’allarme :)

 

I Monotematici

Molti giudizi positivi, da utenti differenti ma che hanno una sola recensione all’attivo, che ovviamente parla benissimo di un solo ristorante.

In genere hanno come icona hanno una spiaggia con palma annessa oppure un’ amaca.

I più ingenui si sgamano dal linguaggio: troverai una serie consecutiva di giudizi con le stesse espressioni (delizioso, indimenticabile, da non perdere ecc). Altra spia d’allarme: chiamano il proprietario per nome, appellandolo con complimenti di vario tip

Quelli che stanno nel meraviglioso mondo di Amelie

Sono più difficili da individuare perchè hanno molte recensioni e qualche stella, quindi sembrano effettivamente utenti reali.

Parlano però sempre bene di tutti i ristoranti dove sono stati, e sembra che non abbiano mai preso fregature. Azzardo una ipotesi: sono gli account gold delle agenzie di comunicazione che entrano in gioco nei pacchetti premium? :D

L’accroccone

In genere il proprietario del ristorante che non vuole spendere nulla per le campagne di reputazione-online. Pensa “faccio da solo…” e parla inevitabilmente male solo dei ristoranti vicino al suo. Quasi tenero nella sua ingenuità.

Come sopravvivere alle false recensioni

Scherzi a parte, per evitare brutte sorprese (e sino a che Tripadvisor non adegui i suoi meccanismi) basta seguire alcune semplici regole quando si consultano i social network che recensiscono ristoranti o alberghi:

  1. Considera meno le recensioni degli utenti con pochissimi giudizi
  2. Se ce ne sono molte, e consecutive, che appaiono da un determinato giorno in poi l’allarme diventa rosso
  3. I ristoratori che ribattono con costanza ai giudizi negativi (e non) denotano serietà
  4. Se su un singolo ristorante i giudizi negativi espressi da utenti esperti sono regolarmente intercalati da una sfilza di recensioni positive fatte da utenti monotematici allora è quasi certo che ci sia uma manipolazione in corso

Concludendo, vorrei fare una doverosa sottolineatura: ci abbiamo scherzato su ma le agenzie che si occupano di reputazione online non sono “cattive”. Molte svolgono seriamente il proprio lavoro senza taroccare giudizi.

In genere tendono ad educare i propri clienti nel conversare online con gli utenti ed a chiarire eventuali malumori o reclami con una conversazione chiara e alla luce del sole.

Per quanto riguarda gli altri, bè, che siano artefici del loro destino. Sia i ristoratori che le agenzie che operano strategie di social media infiltration di dubbio gusto.