Design Web 2.0: Le 8 Principali Ossessioni Del 2006

Ajax, gli RSS e le altre nuove tecnologie di web design e user interface si stanno diffondendo così rapidamente da aver già creato dei cliché senza che ce ne rendessimo conto.

E’ sempre divertente leggere articoli che elencano le classifiche dei migliori layout RSS, dei siti peggiori dell’anno, degli errori di web design o di blogging ma anche nello sviluppo e nel design di interfacce web 2.0 oramai pullulano stereotipi che presto o tardi diventeranno must, oppure errori clamorosi da utilizzare per nuove classifiche.

Stripes

8 Web Design Clichés of 2006 di Stuart Brown è divertente: elenca gli 8 stereotipo web 2.0 più comuni del 2006.

1. Eccessivo uso di gradienti

Per i non addetti ai lavori, i gradienti di colore sono le sfumature. Ogni sito web 2.0 che si rispetti ha almeno una barra, una parte dello sfondo riempito con una sfumatura di colore. La sfumatura può essere orizzontale, verticale o più articolata. Da effettivamente un tocco di eleganza alla pagina ma sta diventando una ossessione per le nuove generazioni di designer.

2. Nomi  IMprobABbili e do.min.io stile lego

Del.icio.us e ma.gnolia.com hanno aperto la strada per nomi di dominio stile lego. Così come Flickr o Digg hanno dato il via all’uso di errori ortografici per caratterizzare i nomi dei servizi. Sempre meglio di quando si utilizzavano i trattini, ma non oso pensare a cosa ci toccherà scrivere nella barra degli URL se questa mania si estenderà anche ai domini in italiano; ci collegheremo a Cliccolo.com o Segnolo.net?

3. Strisce diagonali nello sfondo

Ma come abbiamo fatto sino ad ora a vivere senza?? Abbiamo navigato anni senza strisce diagonali nello sfondo e solo ora ce ne rendiamo conto. Rigorosamente a 45 gradi, con un contrasto quasi impercettibile con il colore di sfondo, sono quasi sempre tendenti al bianco o al nero.

4. Font giganti

Qualche anno fa era molto trendy utilizzare caratteri piccoli e senza grazie. Faceva molto.. matrix. Ora si potrebbe leggere il testo di un sito Web 2.0 a 10 metri di distanza dal monitor.

5. Sfondo Bianco

Se un buon sito Web 2.0 non ha le sue belle striscie di sfondo, bè sicuramente ha lo sfondo bianco. I fantastici anni 90 con lo sfondo nero e le stelline tremolanti sono ormai vintage (ne feci uno nel 95 che faceva venire il mal di testa dopo 5 secondi).

6. Logo Riflesso

Ed il logo che si riflette? Ne vogliamo parlare? Stuart afferma che la mania si è diffusa dopo che Apple utilizzo questo effetto per un suo logo (non so a cosa si riferisca). Che sia la verità o meno, non ci piove: i loghi web 2.0 devono poggiare su un pavimento bagnato.

7. Pixel Font

Basta con l’antialias. I font devono sembrar fatti di mattoni. A parte il classico verdana 7,5 anche i testi di corpo minore sono pixelati diventando quasi illeggibili.

8. Tagging, tagging, tagging

Tutto viene taggato, specialmente foto ed articoli. Esistono infatti numerosi servizi di aggregazione e diffusioni di contenuti che utilizzano i microformat come criterio di selezione dei contenuti. Non si può certo rimaner fuori!

Per chiudere  ti segnalo un paio di servizi a tema, utili e divertenti:

  • Stripes generator: crea il suo sfondo Web 2.0 con strisce diagonali di ogni colore, dimensione ed inclinazione
  • Web 2.0 Logo Creator: in un colpo solo un tool online che genera un logo riflesso con tanto di bollino beta

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