Gastromama: perché per vincere a volte bisogna cambiare

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Gastromama è stato elencato tra i progetti più innovativi del 2014 nell’inserto di Wired di Dicembre, dopo le attenzioni  ricevute da altri giornali come La Stampa, Il Corriere della Sera, Economy Up, Millionaire, Guida Viaggi  ed altri negli ultimi mesi.

Ma di recente abbiamo cambiato il progetto sul quale abbiamo speso due anni (aprire le case degli italiani appassionati di cucina per far sperimentare ai viaggiatori l’autentica cucina locale) e deciso di portarne avanti uno diverso.

Trovo carino e doveroso spendere due parole per chi ci ha degnato delle proprie attenzioni, e per chi altro avrà piacere di ascoltarle.

Il modello di business di Gastromama si basa su commissioni applicate ai rimborsi spese delle cene, e secondo il nostro piano di Profits & Losses ci vogliono tre anni per andare in pareggio potendo contare sul finanziamento cercato. Ciò vuol dire che sono necessari grandi numeri, come tutti i business model basati sulle commissioni, e che quindi è necessario raggiungere una massa critica di utenti.

Raggiungere una massa critica di utenti comporta:

  • Un elevato budget per marketing, user acquisition e user retention
  • Costi per la gestione legale
  • Costi per infrastrutture tecniche
  • Costi elevati per lo sviluppo di una app adeguatamente progettata e testata nel tempo

Per tutto questo non bastano né il budget ricavato dalle finanze personali con sacrificio ed entusiasmo né  micro-finanziamenti a tassi molti agevolati già proposti dal governo UK ma non presi in considerazione: serve un seed adeguato che non è arrivato.

Era logico partire dall’Italia, era logico quindi cercarlo in Italia.

Io credo fermamente nella validità di un AirBnb  per la cucina tipica, e non sono il solo come dimostrano i quasi dieci milioni di euro incassato dal nostro competitor Eatwith in un paio di anni, ma proprio come fa un bambino con i Lego mi sono seduto ed ho messo alla mia sinistra tutti i pezzi a disposizione, mentre a destra ho messo l’immagine del modello da costruire già assemblato, sempre con un occhio sul figlio del vicino che ne riceveva continuamente dei nuovi come se piovesse.

Ho capito che mi mancava qualche pezzo importante e mi sono chiesto se era meglio continuare a cercarlo oppure se iniziare qualcosa di altrettanto bello che avesse bisogno di meno pezzi,  da migliorare  e potenziare successivamente in maniera da spendere energie sul prodotto e non correndo sulla ruota del criceto.

E così che mi è venuta l’illuminazione di Glutenfree Snapp, il nuovo progetto di Gastromama che aiuterà a mangiare gluten free ovunque ci si trovi.

Glutenfree Snapp sarà una app che scandaglia le conversazioni social degli utenti per scovare posti dove mangiare gluten free, non necessariamente inserite in appositi elenchi o directory. E lo farà da subito in tutto il mondo, in maniera utile e semplicissima.

Sarà poi la volta di vegani, vegetariani, kosher ecc. tutti uniti nell’abbraccio ideale del nuovo Gastromama.

Che ne pensi?