Google, Apple, le tasse e gli ubriachi

“Spesso ci si attacca ai numeri come gli ubriachi si attaccano ai lampioni, non per farsi illuminare ma per farsi sostenere” – G.B. Shaw

Drunk
Il richiamo all’indignazione generale riguardo le tasse eluse dalle grandi aziende nei mercati Europei è giusto nella sostanza ma marcio, subdolo e inaccettabile nella forma perché allontana indirettamente la classe dirigente del paese dalle proprie responsabilità.

Purtroppo chi lavora lo sa bene: pagare le tasse in Italia non serve per lo sviluppo del paese, ma per colmare la voragine di denaro sperperato e rubato:

  • L’Italia toglie il 65% l’anno a chi fa impresa (primi al mondo, almeno in questo)
  • Gli studi di settore sono una roulette russa che può distruggere un imprenditore e la sua famiglia senza che questi abbia mai peccato in nulla, basta un anno di fatturato più basso del previsto e ti possono fare a pezzi.
  • Le contestazioni fiscali vengono esercitate con modalità mafiose: prima paghi quello che chiedono, poi si parla e si vede se/come/quando hai ragione
  • In Italia ci sono suicidi per le tasse, non mi risulta ci siano in altri paesi dove il livello di tassazione è analogo al nostro (come Francia, Belgio o Austria) a riprova che il problema non sono le tasse, ma chi le incassa.
  • I contributi previdenziali non dovrebbero rientrare nel calcolo della tassazione, ma ci rientrano nel momento in cui l’unica certezza consiste nel versarli, perché “di fatto” la pensione sarà un miraggio irrealizzabile per moltissimi.
  • E’ possibile dedurre una piccola parte di quello che un imprenditore realmente spende, e detrarre quasi nulla per non avere un bilancio non congruo,  e la componente di tasse risparmiate  diventa infima. Risultato: incasso 100, spendo 50 ma pago le tasse su 85. Ecco come si arriva al 65% di tasse, ed il giochino non funziona per chi fa impresa.

Nonostante sia giusto che aziende come Apple, o Google o altri paghino il giusto nel mercato in cui operano, qualcuno mi deve dire che interesse può avere mai un imprenditore a regolarizzarsi in questo paese.

La triste realtà è molto semplice; ad Apple, o Google o altri conviene più abbandonare il mercato italiano piuttosto che pagare quanto richiesto ed è per questo che alla fine si arriva sempre ad un accordo che conviene al fisco italiano ed alle aziende (quindi sono sempre commedie dal finale già scritto)

Sino a che non si renderà conveniente agli imprenditori di questo paese pagare le tasse e rispettare le regole convertendo le tasse in servizi visibili e reali ogni richiamo all’indignazione equivarrà  ad attaccarsi ai numeri come gli ubriachi si attaccano ai lampioni, non per farsi illuminare ma per farsi sostenere.

Che ne pensi?