Marketing Virale, Il Potenziale Della Community Che Si Mobilita: Flashmob

Immagina di uscire da un negozio del centro dopo un pò di shopping, e appena fuori dalla porta di trovare un zombi che geme con le braccia tese verso di te. Cerchi di defilarti di lato ma ne appare un altro, e poi un altro ancora. Dovunque guardi trovi zombi gementi che si avvicinano.

Sembra un film dell’orrore ma sta accadendo davvero in molti luoghi del pianeta.

 

Zombi walk

Si chiama Zombie Walk ed è un dei Flashmobs più in voga del momento.

Cos’è un  Flashmob?

Il Flashmob è una aggregazione spontanea, organizzata in rete,  di persone che si incontrano da qualche parte per inscenare qualcosa prima di dileguarsi rapidamente.

Oggi il fenomeno dei Flasmobs sta assumendo un enorme rilievo grazie alla tecnologia che permette una divulgazione di massa notevole. Possono essere organizzati per email, tramite social networking, con catene di SMS, per MSN o tramiter Twitter.

Molte aziende stanno usando il Flashmob come strumento di marketing virale, e qualche tempo fa io stesso ho visto un aereo scrivere nel cielo di Porto Alegre con la propria scia Oi  mentre tutti i bambini gridavano con gli occhi al cielo Oi!  (Ndr: è il nome di un operatore di telefonia mobile Brasiliano, nonchè la traduzione portoghese di ciao).

Moltissime persone improvvisamente si fermarono col naso all’insù e dopo poco si dispersero contemporanemente.

L’imprinting però rimase nell’immaginario di tutti, e nella settimana seguente non si parlò altro che di quell’Oi scritto in cielo con molte persone che sottolineavano “Il mio operatore è Oi“.

Altro esempio recente di Flashmob quello dell’8 Settembre 2009 organizzato dal gruppo Black Eyed Peas, nel ventiquattresimo anniversario del Talk Show di Oprah Winfrey.

Una moltitudine di 21 mila persone eseguirono in sincronia una coreografia che lasciò l’ignara Oprah a bocca aperta. Molti utenti registrarono un video che in pochi istanti si diffuse in rete come un virus.

Guarda tu stesso che spettacolo!

Happening

Evento nel quale le persone  che assistono ad una rappresentazione improvvisamente diventano parte della rappresentazione stessa, diventando personaggi della storia oppure facendo coreografia sonora. L’effetto è incredibile.

L’happening è ancora poco frequente qui in Brasile, ma è un esempio di Flashmob che ha grandi possibilità di diventare virale e popolare grazie al passaparola di chi partecipa agli eventi.

I flashmobs più popolari

  1. Pillow fight
    Ci si da appuntamento in un luogo pubblico tramite email, sms e social network armati con cuscini di piume. La battaglia dura alcuni minuti dopodichè ci si dilegua rapidamente lasciando il campo di battaglia coperto di piume.
  2. Silent Disco
    Immagina di aspettare il metro e di vedere, quando la carrozza si ferma e la porta si apre, tutti i viaggiatori con le cuffie alle orecchie che ballano in silenzio. L’iniziativa si autoalimenta di stazione in stazione a causa di persone che decidono di entrare nella festa per far la sorpresa a quelli della stazione successiva, trasformando il treno in una vera e propria discoteca muta.
    Molte volte succede di giorno ma può creare problemi a causa di chi non gradisce la sorpresa perchè magari è in ritardo al lavoro.
  3. Zombie walk
    Tornando all’inizio del post, è un Flashmob nel quale le persone si incontrano in orario e luogo prestabiliti vestite e truccate da morti viventi. La sensazione horror è notevole.

Esistono altre forme di Flashmob oltre a queste; l’unico limite è la creatività. E chissà che non si riesca nella community di Ikaro ad organizzarne uno…. l’idea è lanciata!

Articolo pubblicato per la prima volta da Thiago Blauth Ferreira il 10 Dicembre 2009 su Ikaro Brasil, col titolo Marketing Viral: O Potencial de Um Flashmob

Photo Credit
Zombies: Mark Lobo Photography

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Commenti

  1. Anonimo scrive:

    E poi ovviamente c’è il Freeze Flash mob che è quello che va più di moda in Italia…

    1. ikaro scrive:

      Era uno dei primi se non sbaglio. Tutti si immobilizzano e rimangono fermi per un pò. Fantastico 😀
      A Roma ricordo una Pillow Fight a piazza argentina anche

  2. Doctor Brand scrive:

    Sono davvero fighi…unico problema per le imprese è che ormai, flash mob e lip dub, da azioni di marketing “non convenzionale” sono diventati “convenzionali”. 😛

    1. ikaro scrive:

      L’effetto per strada però è sempre assicurato. Considera che la media delle persone comuni in strada che conosce questo tipo di iniziative è veramente molto bassa. Suppongo che anche tra i giornalisti di casa nostra non ci sia una grande conoscenza di queste tecniche.

      1. Doctor Brand scrive:

        Yes, effetto assicurato e presenza assicurata. All’estero siamo un pò più avanti e infatti iniziano le prime saturazioni.

        Concordo con te nel fatto che un flash mob è fortemente notiziabile: meglio che leggere di tronisti e grandi fratelli… 🙂

  3. ElenaTrieste scrive:

    Allora a me è andata bene, visto che non mi sono trovata davanti uno zombie, ma “semplicemente” due ragazzi che litigavano e che mi hanno coinvolto nella lite. Non sapevo che dire, che fare…. alla fine mi hanno dato un coupon omaggio per un massaggio gratis…..
    C’è il video su YouTube…. sicuramente io avrò fatto una faccia anche peggiore…

    http://www.youtube.com/watch?v=PBb1Xp0XcBI&feature=related

  4. ElenaTrieste scrive:

    A proposito di instant mob con finalità promozionale ho saputo che a Trieste ne hanno fatto un altro, in occasione della Barcolana. Quattro ragazzi si sono vestiti come se fossero su una pista da sci e si sono mescolati tra la folla. Deve essere stato un bel gap…si saranno girati tutti, li avranno presi per pazzi. Purtroppo questi non li ho visti direttamente, ha visto solo il video
    http://www.youtube.com/watch?v=uBsP5WXrtbY
    avrei preferito, però, conoscere loro, che non trovarmi in mezzo ad una litigata…
    Beh, mi sa che qui a Trieste gli instant mob sono al momento la pubblicità preferita, almeno per certi eventi. Sicuramente ancora, almeno qui, sorprendono tantissimo, se sono fatti bene. magari nelle grandi metropoli la gente si è già abituata ed ormai riesce a “scoprirli” prima che si svelino, ma qui non è ancora così. Qui l’effetto sorpreso vale ancora.