Elezioni politiche 2006, lo scrutinio dei piccioni viaggiatori

Se sostituiamo una chiavetta USB al rotolino di carta otteniamo lo sconcertante sistema di scrutinio semi-elettronico introdotto nelle prossime elezioni politiche in Italia. Il ritorno dei piccioni viaggiatori.

Photo Credit: Paul Lozba
Photo Credit: Paul Lozba

Il passato

La scatola era davanti a me. L’involucro di cartone racchiudeva due imballaggi di polistirolo sagomati con la forma del prezioso contentuto. Il tesoro dentro celato era rigorosamente grigio, che allora era sinonimo di serietà e sobrietà nello stesso tempo.

Aperto lo scrigno presi tra le mani il prezioso oggetto dentro un involucro di plastica trasparente dalla quale, una volta aperta, si sprigionò un estasiante profumo di plastica nuova. Lo poggiai sul tavolo ammirando quella forma quasi goffa e quei toni di grigio composti dal corpo macchina e i tasti.

Nell’imballaggio di polistirolo, perfettamente incastrati, vidi i manuali e la mia attenzione fu catturata da un libro a copertina bianca, estremamente sobrio nella sua veste grafica. Il titolo di quel volume era scritto in nero in caratteri Helvetica: C-Basic.

La parola "Basic" oggi fa quasi tenerezza e sta alla tecnologia attuale come penna e calamaio stanno alle email, ma allora…

Allora la consapevolezza di avere a portata di mano quel tipo di tecnologia era esaltante, era come essere entrati nella sala di controllo di Huston, come se Star Trek avesse smesso improvvisamente di essere una serie di fantascienza.

Attaccai la mia nuova meraviglia alla presa della corrente e al televisore, ed accesi. Dopo qualche istante avevo davanti a me un cursore lampeggiante come a voler simboleggiare una attesa per un gesto che avrebbe costituito la chiusura del cerchio.

Presi il volume intitolato C-Basic ed iniziai in quel momento a dar da mangiare alla creatura affamata, dal nome visionario e futuristico: Commodore 64.

Il presente

Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, e quelli come me che per passione, caso o semplice coincidenza storica sono cresciuti in sinergia con la tecnologia dell’informazione essendone parte simbiotica, hanno un modo di vedere le cose un pò particolare. Una valutazione dei fatti ed una attenzione che prescinde dalle nozioni e dalla formazione culturale. I 35enni, 40enni della Commodore-generation e affini sanno per istinto cosa è innovazione e cosa non lo è.

Ed è proprio questo istinto innato che porta quelli come me a rimanere sbigottiti di fronte alla decisione di introdurre un astruso ed assurdo sistema di scrutinio semi-elettronico nelle prossime elezioni politiche, quanto mai delicate ed importanti sia per lo stato del paese sia per le tensioni politiche quanto mai accese ed esacerbate.

Non è tanto la mia ragione, nè la mia fede politica (sebbene ben definita) ad innescare preplessità e preoccupazione, quanto proprio quell’istinto nato e consolidato con la crescita individuale e professionale avvenuta in simbiosi con il progredire dell’information technology, che è anche il mio lavoro.

Il futuro?

Nelle prossime elezioni lo scrutinio avverrà così (in ogni seggio);

  1. Conteggio manuale dei voti
  2. Salvataggio del conteggio su chiavetta USB da un PC presente nel seggio
  3. Consegna delle chiavette USB ad un addetto selezionato del Ministero dell’Innovazione tecnologica
  4. Riversamento dei risultati dalla chiavetta USB nella base dati del Viminale per via telematica

In ogni caso, qualora vengano effettute contestazioni, sarà necessario ricontare manualmente tutte le schede, conteggio manuale che comunque avrà la prevalenza giuridica sul conteggio elettronico.

Bè, lavoro in questo campo da 15 anni e ne sono coinvolto ancora da più tempo, ed un sistema del genere si puà prestare ad alterazione/perdita/scorrettezza dei dati oltre che a presentare seri ed oggettivi dubbi in merito ad altre questioni.

Una su tutte; ufficialmente i "coordinatori di plesso" non dovrebbero avere la possibilità di modificare i voti. A quanto pare ciò non corrisponde a verità. I coordinatori hanno eccome la possibilità di intervento sui dati elettronici, e questo viene affermato proprio da uno dei coordinatori che ha partecipato ai corsi di formazione del ministero, il quale per diradare dubbi su possibili brogli afferma che si possono modificare i dati sui supporti digitali per farli coincidere con quelli cartacei (anche se un nostro commentatore, anche lui coordinatore di plesso e che ringraziamo per averci comunicato alcune puntualizzazioni usate per correggere il presente articolo, afferma il contrario aumentando la confusione).

Esistono poi dubbi e inchieste sui criteri di selezione dei coordinatori che hanno una funzione tanto delicata, sugli appalti di natura tecnica che sono stati affidati senza un normale bando di gara ma con procedure di carattere privato e così via (ecco un resoconto abbastanza completo da Apogeo Online sulla questione in generale).

Ovviamente la critica sulla sicurezza e l’obiettività di questo sistema possono essere a loro volta opinabili, ma è un punto che mi lascia perplesso; in caso di contestazioni da qualsiasi parte politica si dovrà procedere al conteggio manuale ex-novo, che in ogni caso avrà la prevalenza giuridica su quello semi-elettronico.

In poche parole "non vi preoccupate se il sistema è insicuro, perchè se c’è qualche contestazione ricontiamo tutto daccapo"

Allora perchè è stato implementato?

Ancora una volta, liberi di credere che è tutto ok. Io sono libero di credere invece che non lo è affatto. E il mio spirito critico vale sia per il Governo che ha avuto questo colpo di genio, sia per l’opposizione, silente e indifferente. A maggior ragione non mi quadra, per il semplice fatto che è un sistema che permette troppo facilmente contestazioni sul voto da parte di tutte le parti in causa.

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