Perché la Crisi del Blogger Non Si Risolve con Espedienti per Produrre Nuovi Post

Hai fatto caso al fatto che nei siti dei problogger più noti i temi più ricorrenti sono:

  1. come vincere la sindrome da foglio bianco
  2. dove trovare spunti per nuovi post
  3. come triplicare la capacità di produrre contenuti

ecc.

Crisi del blogger

Mi pare chiaro che si tratta di un argomento molto sentito e che accomuna gran parte di coloro che sono arrivati ad un discreto successo col proprio blog.

Ma se ad un certo punto tutti noi risentiamo dello stress da scrittura è evidente che forse non si tratta di un inconveniente, ma della fase inevitabile di un percorso ben preciso.

Arrivo al punto;

e se il rimedio non consistesse nell’aggirare la crisi del blogger trovando nuovi sistemi per produrre contenuti, e al contrario la soluzione consistesse proprio nell’esatto contrario?

Ovvero smettere di cagare in ascii e trovare uno sfogo diverso usando il bagaglio di esperienza fatto sino a quel momento?

Pensaci, Problogger di Darren Rowse è pieno di post su come risolvere la crisi del blogger e la sindrome da foglio bianco ma… non li scrive lui! Sono in gran parte guest post.

No, risolvere la crisi del blogger potrebbe non voler dire trovare espedienti per continuare a sparare post. Potrebbe essere il segnale di qualcosa nella tua testa è scattato, e ti sussurra in maniera inconscia;

Ok, questo è fatto. Adesso?

E già, adesso?

Questo è il punto della questione, e  trovare nuovi espedienti per continuare a scrivere quello che scrivevi prima servirebbe solo a rimandare il momento in cui affrontare questa svolta ed a stressarti di più.

A mio avviso ognuno deve trovare la propria strada in base alle esperienze, alle aspettative ed allo stile di vita che vuol adottare.

Io sono arrivato questo punto, e chi mi segue avrà senz’altro notato un calo drastico nella frequenza di pubblicazione su questo blog. Ecco perchè.

Basta scrivere solo di tecnologia

Tecnologia

In questi anni ho acquisito un bagaglio notevole in merito al publishing online ed alle tematiche ad esso associate (web marketing, Seo, monetizzazione ecc) e mi sono deciso ad usare questa esperienza in campi (possibilmente redditizi) che con la tecnologia non hanno nulla a che fare.

Mesi fa ho aperto Dicasderoma, un portale che aiuta i turisti in lingua portoghese che vengono in vacanza a Roma a far si che la loro sia una vacanza, non un incubo (e a Roma se non hai le informazioni giuste può succedere). Arriverà in inglese, ed in italiano. E per altre città, chissà.

Dicasderoma dopo solo alcuni mesi  è diventato forse il portale informativo turistico più rilevante del Brasile sulla mia città. Abbiamo feedback  ottimi da associazioni varie, giornalisti di carta stampata e tv, agenzie e molte persone comuni che si complimentano con noi.

Quello che hanno davanti è il tentativo di far fruttare le conoscenze accumulate negli anni in merito a comunicazione, seo, marketing online, fidelizzazione in un campo diverso dalla tecnologia. E funziona.

Ma come sono stato tanto imbecille da non pensarci prima?

Basta fare il fenomeno solitario

Superman

Ho provato a fare da solo per anni, tentando molte collaborazioni senza mai essere contento perchè le cose non venivano fatte come dicevo io. Poi ho capito:

ma se mi incaponisco pretendendo che le cose vengano fatte come dico io quando mai potrò trovare qualcuno che le possa fare altrettanto bene (anche se diversamente) oppure meglio, e che mi possa aiutare?
Non posso!

Collaborazioni aperte quindi, lasciando ampio margine di libertà  e responsabilità ai collaboratori (comunque scelti attentamente secondo criteri ben precisi). Co-autori, non aiutanti.

Una ferrari, per quanto potente, non può correre sull’acqua

I margini di successo vanno inquadrati nel contesto giusto. Ci ho messo un anno a capire che 3/4 mila unici in un giorno è il traffico fisiologico di Ikaro per come è stato strutturato e per gli argomenti trattati.

Posso mettermi a sbattere il capoccione al muro quanto voglio, tanto il muro è di marmo. Al massimo mi si spacca la testa.

No, la soluzione non è spingere al massimo la Ferrari per tentare di farla andare sull’acqua ma usare una barca, come per un sentiero usare una bicicletta,  e così via.

Pertanto sto spezzettando gli argomenti per distribuirli in blog monotematici modellati sull’argomento trattato (ho già parlato di VoIP Radar).

E ikaro?

Farà da raccordo a tutto questo, sarà la testa dalla quale si diramano e si condividono le idee, il canale tramite il quale apprenderai le mie nuove esperienze. Ci sarà da scrivere per anni, senza impazzire.

E tu, adesso? Che farai?

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Commenti

  1. Technico Blog scrive:

    Ottimo post, io aggiungerei che per il blogger che lavora anche può arrivare il momento in cui il carico di lavoro diventa tale da non lasciare tempo per il blog, e difatti ho appena aperto alle collaborazioni sul mio blog, seguendo il modello che hai descritto ora. Che fai mi spii? ho deciso domenica e guarda qui! 🙂

    1. ikaro scrive:

      Chiamiamola .. empatia 😀
      Scherzi a parte, in questo post ho solo condiviso una svolta che è in atto da circa un anno. Infatti è più o meno il periodo in cui è calata la frequenza di pubblicazione.