10 Cose che uno Startupper Deve Sapere

Poco più di un anno fa scrivevo Io non so cos’è una Startup.

Dopo qualche giorno, esattamente ad agosto del 2012, mi sono candidato al primo chapter romano del Founder Institute ed ho passato la selezione. Dopo i mesi durissimi del corso sono riuscito ad arrivare alla fine, sono stato incubato nel Founder Institute con la mia startup, Gastromama,  sono entrato in Microsoft Bizspark, sono co-founder dell’associazione Startup Turismo.

Nonostante sia consapevole di essere solo all’inizio posso comunque affermare: ora so cos’è una startup. Ecco dieci cose per aspiranti startupper che nessuno ti dirà mai:

  1. Il lato pirandelliano dello startupper, parte 1 – per quanto geniale possa essere la tua idea ci sarà sempre un mentor che la bollerà come una minchiata.
  2. Il lato pirandelliano dello startupper, parte 2 – tra una idea geniale ed una minchiata spesso ci passa una citazione su un giornale rilevante.
  3. Il diavolo o l’acquasanta – prima di entrare nella ruota del criceto potresti avere l’errata sensazione che la fuori ci siano molti investitori pronti ad aiutarti nel mettere in piedi la tua idea, ma non è così. Solo quando avrai tirato su da solo un team efficiente, avrai lanciato il prodotto da solo, sarai stato capace di generare traction da solo qualcuno ti premierà prendendosi un pezzo di società.
  4. Uomini o caporali: in Italia ci sono pochi investitori, per cui non disperdere troppe energie in eventi e presentazioni a meno che non ti serva per affinare il tuo pitch. In ogni caso fai qualche ricerca sugli investitori presenti per verificare se/quanto abbiano già finanziato in passato.
  5. Venghino siori venghino – il desiderio di accondiscendenza quando devi ingaggiare membri del team, mentor o co-founder sarà forte: resististi. Come nella vita non fare scelte quanto sei in condizioni di necessità o almeno prendi decisioni senza venir influenzato dall’incalzante peso dell’urgenza.
  6. Keep calm e be polite – non prenderla mai sul personale. Anzi, non prendertela mai e basta! Valuta episodi sgradevoli freddo come un rasoio.  Uno startupper permaloso è un ex-startupper.
  7. Se non lo sai tu… – ti sfiniranno per mettere a punto un pitch decente. Il pitch, contrariamente a quanto si possa pensare, non serve tanto per far capire la tua idea agli altri ma per verificare che l’abbia capita tu stesso.
  8. Gli startupper si dividono in due grandi macro-gruppi: chi ha figli e chi non li ha. Se hai figli difficilmente potrai farti assimilare dal circo dei pitch, passare 20 ore al giorno in un accelleratore, prendere lo zaino ed andare all’estero per poi tornare chissà quando. Sappi già da ora che dovrai in qualche modo agire differentemente dagli altri.
  9. Vendi la merce giusta – ci sono solo due cose per cui un investitore è disposto ad investire: una idea di business difficilmente replicabile, magari protetta da brevetti, oppure la capacità di generare traction. Ed in entrambi i casi solo se gli sei simpatico/a.
  10. Ognuno ha la sua strada – non scimmiottare nessuno. Probabilmente la strada giusta per la tua startup non è stata ancora battuta, la devi trovare tu. Questa è la vera sfida.