Web 2.0 e Conoscenza Condivisa: Come Saremo? – Intervista a Daniele Pauletto

Il web 2.0 e la conoscenza condivisa riusciranno a migliorare la società? C’è spazio nell’istruzione e nel lavoro per i nuovi percorsi cognitivi o si stenta ancora a capire l’enorme importanza che può avere il Social Network nell’evoluzione professionale ed individuale di tutti noi?

Chi, meglio di un formatore ICT, appassionato di social networking e studioso della mente umana può fornire degli spunti interessanti?

Ringrazio  il Prof. Daniele Pauletto per questa stimolante chiacchierata su conoscenza condivisa, società, formazione e web 2.0.

web 2.0

Daniele Di Gregorio: Gli scettici del Web 2.0 e della conoscenza condivisa in generale puntano il dito sulla autorevolezza e sulla validità dei contenuti user-generated. La mancanza di un filtro preventivo sulle informazioni generate dagli utenti, come avviene invece nel Mainstream, può essere considerato un punto debole del social networking?

Daniele Pauletto: La diffusione molecolare dell’informazione è resa possibile con terminali portatili connessi alla rete, infatti gli utenti possono usufruire di una pluralità di dispositivi intelligenti, integrati nei più svariati tipi terminali mobili (cellulari,pda, smartphone, laptop) capaci di riconoscere e rispondere ininterrottamente in modo discreto e invisibile. Tutto ciò favorisce user-generated-content degli utenti. E’ possibile fare informazione dal basso, creare contenuti da parte degli utenti. Tuttavia la regola dell’1%  suggerisce che su 100 utenti web solo 1% di essi è attivo nel produrre contenuti, informazioni web.

Nonostante siano centinaia di migliaia gli utenti che accedono ad esempio su YouTube solo lo 0,5% di essi e anche un "produttore" di contenuti video. Anche nel rigoglioso mondo di Wikipedia solo lo 0,75% degli utenti sono utenti attivi che contribuiscono a scrivere e pubblicare argomenti della più famosa enciclopedia on line.

Nonostante la rivoluzione dal basso fatta dagli strumenti del Web 2.0 interattivi e collaborativi solo una ristretta elite determina i contenuti nel grande panorama del Web. L’autorevolezza  dei contenuti può autogenerarsi tramite una selezione  dei contenuti stessi attraverso meccanismi di social network insiti nella rete stessa, al di là dei numero dei link e click per post pagina.

Il problema è un altro, la generazione di contenuti  è ancora purtroppo un fatto “elitario”.

DDG: Informazioni e relative tecnologie di diffusione stanno vivendo un periodo di velocissima evoluzione (Rss, XML, Peer-to-peer, Microformats, VoIP, tags ecc). Anni fa comparvero altre tecnologie ed altri strumenti che sembrava dovessere cambiare il mondo per poi scomparire repentinamente, una su tutte il VRML. Esiste a tuo avviso una tecnologia al momento sopravvalutata che non ha futuro?

Daniele Pauletto: Il tag ha i suoi limiti. Tag è una categorizzazione che nasce dal basso, consente di sviluppare una costruzione collettiva del sapere tramite  una collaborazione spontanea, collaborativa, non prestrutturata. Organizzare i tag in strutture gerarchiche, alberi di tag navigabili, sembra essere una buona soluzione per ovviare a tale problematiche, creando delle macroare predefinite (facets).

E’ un modo di procedere simile a come il nostro cervello elabora le informazioni tramite strategie cognitive di classificazione e selezione.

Ciò che manca tuttavia è il collegamento tra i diversi tag per aree semantiche, di significato. Questo problema può essere parzialmente risolto da una gerarchizzazione dal basso delle parole chiave, molto vicino al modello semiotico ad albero.

L’utilizzo di link in stile wiki per rendere più orizzontale il collegamento tra le tag potrebbe essere una scelta vincente.

DDG: Giornalismo e blogging sono antitetici?

Daniele Pauletto: Credo in una progressiva convergenza tra citizen journalism e il giornalismo tradizionale, ad esempio tramite aggregazione  e ridistribuzione di RSS. Ma una vera rivoluzione dell’informazione avverà con il VideoBlogging visto il veloce aumento del video user-generated, (foto e video-sharing autoprodotti dagli utenti e diffusi nel Web).  La  netgeneration, si fa media assumendosi su di sé la titolarità delle proprie decisioni e del proprio informarsi, ma anche producendo informazione per altri (information-sharing).

DDG: Il concetto di conoscenza condivisa come creazione e diffusione di contenuti generati dagli utenti sembra stridere con la formazione culturale ed individuale a cui siamo stati abituati, e mi riferisco a scuola, università, specializzazione e lavoro. A tuo avviso, in un futuro prossimo o lontano la conoscenza condivisa potrà sostituire integralmente il percorso di formazione culturale a cui siamo abituati?

Daniele Pauletto: Serve un’evoluzione verso modalità digitali di pensiero più consona a quella delle nuove generazioni ( digital natives ). E la sfida piú grande deriva proprio dal fatto che i formatori, prevalentemente digital immigrants, hanno necessitá di interagire con la digital generation “padrona” nel mondo delle nuove tecnologie. Digital immigrants, sta ad indicare gruppi di età che non sono cresciuti con le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il termine è stato coniato da Mark Prensky. Sperimentare e innovare nuove forme dell’apprendimento che prevedano forme di conoscenza condivisa, ecco la scommessa.

L’istruzione tradizionale ha conosciuto poche innovazioni dall’origine delle scuole e delle università ad oggi ( R.Straub ). Di fronte alla sfida odierna dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita la tecnologia svolgerà un ruolo importante, poiché consente e favorisce processi di apprendimento veloci, flessibili e individualizzati. In un ambiente tecnologico di apprendimento lungo tutto l’arco della vita, l’alfabetizzazione digitale sarà un prerequisito fondamentale per potervi accedere e partecipare.

L’elearning e la formazione on line non è la risposta ma semplicemente un aiuto.  La formula classica dell’online learning presenta alcune difficoltà,non funziona con le nuove generazioni di studenti. L’elearning 1.0 ( costruito rispettando le codifiche dei learning object) è carente sul piano dell’interattivà e della collaborazione, troppo rigidi i ruoli di docente,studente e tutor. L’apprendimento può trarre giovamento dalla condivisione e dalla rielaborazione ‘orizzontale’ dei contenuti tipica delle nuove frontiere del web, il WEB 2.0.

L’ uso dei blog, wiki, videoblog, dei tag, dei feed RSS, di strumenti mash up, o tecnologie Ajax, Social Network, rappresentano i nuovi "libri", matite, penne, righelli, compassi, forbici e colla della NetScuola. Le nuove conoscenze, il nuovo sapere viene posto in circolazione per essere a sua volta rielaborato da altri, in nuove forme di interazione in rete. E’ il passaggio dalle comunità di apprendimento on line ai gruppi orizzontali aperti, gruppi di collaborazione.

La scuola e l’aula scolastica perdono la predominanza e la centralità educativa soprattutto per i non più giovani, altre fonti esterne agiscono e intervengono (outsourcing learning).

DDG: Negli stati uniti molte società stanno aprendo blog aziendali, in italia si stenta ancora ad utilizzare i messengers come strumento di comunicazione aziendale. Siamo solo indietro oppure è un gap culturale che dobbiamo superare?

Daniele Pauletto: Blog aziendali e corporate blog, una moda che pian piano sta arrivando anche in Italia. Alcune aziende, tra cui Fiat e Martini & Rossi, Ducati, ne hanno già aperto uno per i loro prodotti. Il valore dei blog aziendali risiede principalmente nel facilitare la comunicazione e l’interazione con i consumatori , attraverso una  comunicazione più diretta e meno artificiosa  rispetto a quella che viene veicolata attraverso i siti tradizionali. Esperienza condivisa e “umanizzata”.Occorre saper sfruttarne le opportunità relative alla loro applicazione in modo intelligente.


Chi è Daniele Pauletto

Educatore e formatore ICT, coordinatore di molti progetti presenti in rete (e-scuole.net, tecnitalia.it) ed autore di numerose pubblicazioni di networking ed apparati wireless. Appassionato di web communication e social network mantiene i seguenti blog:

http://mentelab.blogspot.com/
http://mentelab.blog.kataweb.it/
http://mentelab.blog.dada.net/
http://mentelab.splinder.com/
http://urban.blog.dada.net/

e collabora al progetto WikiO. Il profilo completo del prof. Pauletto è disponibile su LinkedIn.

Come siamo entrati in contatto? Grazie al Social Networking ovviamente….

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