ClaimID, assicura la tua identità online

Quante volte hai curiosato nei motori di ricerca utilizzando il tuo nome o quello di amici e parenti come chiave? Andiamo, chi non lo ha fatto almeno una volta… E i risultati sono stati soddisfacenti? Hai osservato cambiamenti nei risultati nel corso del tempo?

Il tuo prossimo impiego forse potrebbe dipendere proprio da questo. Può darsi che saranno solo un ricordo lontano i tempi in cui le famigerate referenze decidevano la nostra sorte nel bene e nel male.

Sempre più aziende (più all’estero che in Italia effettivamente) utilizzano Internet per reperire informazioni su candidati di lavoro, e strumenti come i motori di ricerca, i gruppi di discussione e applicazioni di social networking come Orkut e simili possono rivelare l’identikit di una persona che utilizza la rete come parte integrante della propria vita.

Identità e social networking

Non ci hai mai pensato (e neanche io in effetti) ma questo potrebbe essere un vero e proprio punto critico per la nostra reputazione. Infatti, che immagine si avrebbe di te se;

  1. ci fosse un tuo omonimo non esattamente… rispettabile?
  2. le informazioni più facilmente reperibili in un contesto più generale non siano esattamente quelle che vorreste venissero conosciute?
  3. qualcuno si divertisse a diffondere falsità sul tuo conto?

Assicura la tua identità con ClaimID

Fred Stutzma e Terrell Russell sono gli ideatori del progetto che al momento è una beta application, e decisero di metterlo in opera dopo che uno dei due passò durante un colloquio di lavoro ben 3 ore a confutare ciò che il potenziale capo aveva trovato sul suo conto in rete prima del colloquio, e che non rispondeva a verità.

Come funziona ClaimID

Il concetto è molto semplice, una volta registrati al servizio e verificata l’identità si avrà la possibilità di segnalare quali siano le pagine web ed altre fonti in generale che contengono informazioni corrette sul proprio conto. Il progetto è collegato a del.icio.us e sostanzialmente si tratta proprio di una sorta di auto-tagging dei contenuti in rete.

L’intento del progetto è quello di creare un meccanismo che aiuta i motori a rivelare l’immagine più corretta possibile delle persone e l’argomento è quanto mai sentito anche in Italia.

Recentemente infatti il Garante della Privacy ha esortato Google a mantenere, per quanto possibile, aggiornate le informazioni personali degli utenti dopo la denuncia di una donna che aveva constatato la presenza in rete di moltissime informazioni su un procedimento penale a suo carico per reati per i quali fu poi assolta con formula piena.

Ovviamente chi lavora in rete ed i wireds in generale sanno che annunci ed esortazioni come queste sono voci nel deserto poichè è inimmaginabile per un motore di ricerca mantenere aggiornate le informazioni personali di ogni utente.

Un sistema come ClaimID potrebbe essere la soluzione.

Links utili

– Fonte: marfisa.org
– Recensione di Pandemia
– Recensione di Luca Togni
– Home page di ClaimID
– Il Blog ufficiale del progetto

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