La censura del vicino è sempre più verde

Si moltiplicano nel web come un  tam-tam incessante voci su censure in internet messe in atto in paesi vicini e lontani con solenni toni di sdegno e condanna. La più recente è la cybermanifestazione contro i 13 paesi nemici di internet indetta da Reporters Sans Frontiers che fa seguito ad un incessante sequela di notizie analoghe di cui la Cina è sempre tra le vittime più semplici da usare e che garantisce una ottima audience.

Infatti chi non conosce la battaglia Cinese contro i motori di ricerca rei di restiuire informazioni non consone al controllo sociale del paese? Ogni volta però che esce fuori una notizia nuova sulla censura messa in atto da quel paese vicino o lontano, asiatico o arabo che sia, istintivamente provo una sensazione di irritazione, irrequietezza e preoccupazione. E’ come se istintivamente la mia mente si chiudesse per non prestarsi a questo gioco sin troppo banale e scontato.

Le cose vanno interpretate nel loro contesto, e così facendo potremmo  scoprire che sarebbe bene  smettere di esercitare la nostra morale verso gli altri e che forse sarebbe il caso di concentrarsi più su quello che sta succedendo dentro casa nostra.

Mi riferisco ai continui tentativi di equiparare blog e siti internet a testate editoriali, alle limitazioni ed intimidazioni esercitate sulla massa degli utenti per meri interessi di un singolo privato,  alle intimidazioni in atto verso chi usa sistemi di protezione dell’anonimato nella navigazione, alle armi date dai governi a privati per la chiusura di siti contenenti informazioni a loro scomode, a come nel caso in cui ciò avvenga senza giusta causa, si impedisca al danneggiato di rivalersi, agli oscuramenti di molti siti in italia eseguiti dal governo del tutto illegalmente. Si potrebbe continuare….

Se fuori si tenta di limitare la libertà cancellando i risultati scomodi dai motori di ricerca o tagliando la banda larga, qui più o meno legalmente si mettono continuamente in atto provvedimenti e misure atte ad intimidire, impaurire, mortificare. Ed in una democrazia questo è peggio del controllo di un motore di ricerca o del taglio della banda.

No, non mi presto a questo giochino. Su questo sito non appariranno più notizie di censure all’estero perchè ce ne sono sin troppe di cui dobbiamo preoccuparci in casa nostra.

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