Calo Dei Guadagni AdSense: Quando E Perchè Diminuisce Il Cost-per-click

La maggior parte dei publishers sta lamentando un pauroso calo dei rendimenti AdSense e si è lanciato alla disperata ricerca di sistemi di monetizzazione del traffico alternativi (affiliazioni, circuiti di scambio links, pay per action ecc.).

In realtà chi investe nell’ advertising online ed in particolare nei programmi pay-per-click come AdWords sa benissimo che questo calo può essere collegato alla crisi economica mondiale e conosce bene le ragioni per cui i click stanno pagando sempre meno (tralasciando volutamente altri fattori quali lo smarpricing).

Banconota
Photo Credit: Domen Colja

Come viene costruito il cost-per-click

Gli advertisers che usano AdWords per promuovere i propri prodotti/servizi sul circuito AdSense per prima cosa devono scegliere le keywords rilevanti per il genere di annuncio che vogliono visualizzare. Queste chiavi (singole parole o frasi) servono per far capire a Google su che tipo di siti e che genere di post l’advertiser vuole che i propri annunci vengano visualizzati.

Il passo successivo è inserire per ogni chiave  il costo che si è disposti a pagare per ogni singolo click sugli annunci che linkano ai propri servizi. Poichè ogni blocco AdSense visualizza circa 5 annunci, che succede se 1000 advertisers vogliono visualizzare la propria pubblicità per la stessa keyword? Semplice; AdSense darà la priorità agli insersionisti che sono disposti a pagare di più per un singolo click.

Per ogni parola chiave infatti esiste una vera e propria asta in base alla quale chi punta di più avrà la garanzia di veder visualizzati i propri annunci sui siti e sulle pagine di maggiore qualità (che garantiscono il ROI più elevato).

Per le keywords più popolari e più contese AdSense impone una vera e propria soglia, ovvero un importo minimo da offrire per singolo click al di sotto del quale non garantisce la visualizzazione dell’annuncio.

bid

Nell’immagine sopra ho puntato un centesimo per apparire in una pagina rilevante per una determinata keyword, ma a sinistra AdWords mi sta comunicando per meno di 4 centesimi di apparire in quella pagina proprio non se ne parla.

Come influisce la competizione degli inserzionisti sul pay-per-click

E’ ovvio: maggiore sarà il numero di insersionisti che vorranno far apparire gli annunci per una singola keywords più si alzerà il cost-per-click, esattamente come in una asta (infatti l’offerta per il click si chiama bid, ovvero puntata), e più alto sarà il cost-per-click minimo imposto agli advertisers per entrare in competizione.

Il guadagno che proviene da un singolo cick deriva in gran parte dal numero di  advertisers che puntano su una determinata keywords (in realtà esistono altri fattori ma non voglio complicar troppo le cose).

Guarda un pò quanto vale un semplice click su un annuncio che riguarda prestiti e finanziamenti;

Come vedi la crisi sta facendo lievitare il CPC di questo genere di annunci. Lo strumento per creare questo tipo di report si chiama KeywordToolExternal, per sapere come funziona leggi Guadagnare Online: 5 Consigli Per Aumentare Le Entrate Di AdSense.

Calo del click

Nei periodi di crisi economica ci sono meno soldi da investire, pertanto calano anche i budget destinati all’advertising. Ecco come questo influisce sull’importo che guadagni per ogni singolo click;

  • diminuisce il numero di aziende che investono sull’advertising online e calano i budget delle altre
  • cala il numero di competitor che concorrono al piazzamento dei propri annunci per le varie keyword
  • meno puntate sulle keyword vuol dire che si abbassa la puntata minima, ed anche quella massima
  • i publishers (tu) vedranno un calo drastico del guadagno medio per click a fronte di un click trough rate invariato, o addirittura aumentato

Per intenderci, è come se ad una asta partecipassero pochi contendenti; ci si potrà aggiudicare l’oggetto in vendita ad un prezzo molto più basso del normale e il venditore (tu) guadagnerà molto meno.

Consigli

E’ meglio non preoccuparsi troppo. In un anno possono innescarsi molti fattori che determinano una impennata od un crollo delle entrate online.

E’ sempre saggio non farsi prendere dalla frenesia del momento e valutare i propri trend rigorosamente su base annua, altrimenti si corre il rischio di fare scelte sulla spinta dell’onda emotiva che non solo non aiutano ma possono addirittura peggiorare le cose se alterano meccanismi che non hanno minimamente a che fare col calo delle entrate.

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Commenti

  1. Luca scrive:

    Articolo perfetto!

    1. ikaro scrive:

      Grazie 🙂

  2. Davide scrive:

    Complimenti!
    Occhio alla svista però: “Come influisce la competizione degli inserSionisti sul pay-per-click”.

    🙂

    1. ikaro scrive:

      Pe un attimo mi ero illuso di aver scritto un post senza refusi….

  3. Jacopo scrive:

    Ottimo post, sto pensando a come organizzare una campagna PPC per il mio portale e forse questo e’ il momento adatto per pensarci !! 😀

  4. La spiegazione che dai e’ senza dubbio corretta, il punto secondo me pero’ e’ un altro.
    La mia sensazione e’ che stia calando mostruosamente la percentuale che il programma riconosce all’affiliato.
    Tu mostri dei valori che conosciamo bene, ci sono chiavi che costano anche il doppio dei 3 euro per “mutui”, ma vorrei che si facesse vivo un solo inserzionista che abbia percepito delle somme vicine alla meta’ per ogni click generato.
    Ho l’impressione che non ci sia alcuna corretta proporzione tra il costo per click e la revenue dell’editore, almeno parlo per i siti che gestisco…

    1. ikaro scrive:

      Cè anche lo smartpricing da considerare 🙂 In questo post ne ho solo accennato per non complicare le cose ma crisi a parte poi è lo smartpricing che stabilisce quali publishers si possano portare a casa i click ‘ricchi’ e quali debbano accontentarsi di pochi centesimi anche per le keys più contese

  5. sky scrive:

    Dalla mia esperienza…in questo periodo medesimo CTR ma CPM dimezzato.

    Cmq il fatto di non avere esattamente il dettaglio sul tipo di click e relativo valore è mancanza di trasparenza di mister G.!

  6. sky scrive:

    Altra considerazione provata sul campo:

    – quando il dollaro prende valore sull’euro “in modo misterioso” cresce il cpm di adsense

    – quando il dollaro perde valore sull’euro “in modo misterioso” cala il cpm di adsense

    Mister G colpisce ancora 🙂

  7. isaac scrive:

    Come sempre icaro, analisi impeccabile, secondo me da quando google mi ha fatto cambiare il conto da dollaro a euro le cose vanno meglio, forse è un caso isolato? Buona navigazione a tutti

  8. […] drasticamente calati, anzi addirittura dimezzati, rispetto ai mesi precedenti. Ho pensato fosse colpa della crisi economica e mi sono […]