Buzz Marketing E Blog Contest: Antipatici Ma Non Minano Credibilità

Se ti suggerissi di organizzare un blog contest per aumentare i visitatori cosa mi risponderesti? E se ti sussurrassi nell’orecchio come ricevere gratuitamente gadget, provare prodotti o servizi in anteprima per recensirli sul tuo blog saresti infastidito o interessato?

megafono

Gran parte della blogosfera ha opinioni drastiche in merito a  queste forme di marketing online bollandole come pubblicità da mercanti o pratiche scorrette per alterare le serp dei motori. Anche il sottoscritto qualche mese fa scriveva

"…utilizzare contest e pseudo-concorsi a premi per comprare di fatto links in entrata da altri bloggers. Meglio che non scriva cosa ne penso."

Ma solo gli imbecilli non cambiano mai idea. Come sempre le opinioni ed i giudizi  per partito preso sono più dannosi per sè stessi che per gli altri, per cui l’ho fatto: ho aperto un contest su Ikaro Brasil che mi ha permesso di trattare la questione in maniera un pò più consapevole. Ora so di che si tratta.

Il contest su Ikaro

E’ stato lanciato il 29 Maggio nella versione portoghese: un i-pod in regalo a chiunque avesse parlato del concorso linkando il post originale.

Ikaro Brasil ha circa 6 mesi di vita e contiene al momento 70 articoli scelti  tra i più interessanti e rilevanti della  versione italiana ed opportunamente tradotti.

In meno di un mese abbiamo incassato più di 90 links e almeno la metà dei blogger che hanno partecipato ritornano e commentano regolarmente sia sul blog che sui siti di social news in portoghese che utilizziamo per il marketing virale.

Molti di loro ci hanno contattato via email per comunicarci quanto avessero apprezzato la qualità degli articoli e confessando di essere entrati per la prima volta grazie al contest. In soli 6 mesi di vita la versione in portoghese di ikaro ha raggiunto quasi un terzo dei visitatori unici che fa il blog italiano attivo da tempo. 

TechBits, il TechCrunch brasiliano, ha aggiunto il nostro feed nell’aggregatore che mostra in home page news selezionate.

Ma, sopratutto, navigando nella blogosfera brasiliana e portoghese ho capito che quando si parla del nostro blog  si usa l’appellativo Ikaro Brasil (sembra una osservazione banale ma non lo è affatto).

Tutto questo mi ha fatto arrivare ad una riflessione:

E’ più irresponsabile usare i contest per aumentare i lettori o lasciare che orde di visitatori sfiorino senza curarsene i nostri contenuti rilevanti, frutto di anni di esperienza e creati con ore di lavoro?

Bè, amico mio, non so come la pensi ma io opto decisamente per la seconda.

Il buzzing ed i blog

Un’altra forma di marketing rampante al momento (specie all’estero) è il buzz marketing. Sempre più consumatori usano la rete per informarsi e si sono completamente anestetizzati nei confronti della pubblicità tradizionale, al richiamo della quale hanno chiuso ogni canale ricettivo.

Le aziende lo hanno capito e stanno iniziando a fornire gratuitamente a blogger influenti prodotti e/o servizi da provare e sperimentare al fine di creare recensioni e raggiungere il consumatore dall’altra parte.

Anche su questo ho fatto una riflessione: negli ultimi mesi ho dovuto spendere di tasca mia più di 1000 euro per disporre di strumenti che mi consentissero di sperimentare, utilizzare e recensire le ultime tecnologie in fatto di comunicazione, webTV e Internet. Rifiutare l’idea che una azienda  mi fornisca gratuitamente un prodotto tecnologico che mi interessa al fine di farmelo provare e recensire  mi aiuta o no?

No. Non mi aiuta per niente. La realtà è che in molti casi se avessi la possibilità di mettere le mani su tecnologie in anteprima e senza spendere ne approfitterei per avere sul mio blog informazioni quasi in anteprima e dare un servizio ai lettori senza dover dilapidare uno stipendio intero.

Concorsi e buzzing; il limite sottile tra servizio al consumatore e pubblicità ingannevole

Molte aziende oramai contattano direttamente i blogger per richiedere recensioni e post su siti, servizi e prodotti (ricevo diverse email ogni mese in tal senso). Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse per il fatto che ritengo poco serio recensire (e chiedere di farlo) un prodotto senza averlo provato, o un servizio senza averlo sperimentato.

Purtroppo queste richieste capitano abbastanza spesso, ed in questi contesti può capitare che il blogger venga adulato con  la parola blogstar infilata appositamente nel testo della email o nella conversazione telefonica per fare in modo che il suo ego abbia la meglio sulla ragione.

Quando fai buzzing è sempre bene specificare che stai provando un prodotto che ti è stato spedito appositamente e gratuitamente dall’azienda (in Inghilterra il buzzing non dichiarato è illegale). Alcune società si interfacciano aziende e bloggers influenti per garantire massima trasparenza ed evitare un contatto troppo… diretto, garantendo al blogger  la massima libertà di opinione ed espressione: una tra tutte è la Vanksen col suo BuzzParadise.

Il buzz marketing poggia su un caposaldo ben preciso: la fiducia di un lettore nei confronti del blog. Funziona solo se questa fiducia non viene infranta. Pertanto

un blogger che fa buzzing correttamente  non deve recensire prodotti per averli gratis ma esattamente il contrario: ha finalmente modo di testare e recensire prodotti di suo interesse in misura maggiore di quanto non avesse fatto se avesse dovuto pagarseli di tasca propria

E per i contest? In questo il concetto è terribilmente semplice.

Un contest può servire solo per capitalizzare la rilevanza dei propri contenuti. Senza contenuti validi diventerebbe un espediente da baraccone destinato a fallire.

Altre opinioni su blog contest e buzzing

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Commenti

  1. visualimpressions scrive:

    “Ma solo gli imbecilli non cambiano mai idea” . Ottimo! Questa frase la amo! In effetti le potenzialità umane vengono maggiormente espresse quando si innesca un’attitudine di flessibilità mentale. Molto utile l’articolo, visto che non conoscevo i retroscena di tutto ciò.
    TI segnalo che i link di “Alcuni esempi di contest” e “Info sul Buzz marketing” non funzionano (almeno a me!).

    1. ikaro scrive:

      Grazie per la segnalazione, ho sistemato tutti i links. Ho terminato l’articolo ieri notte ed ero stracotto…

      A presto 🙂

      Daniele

  2. Daniele S. scrive:

    Il contest è un’ottimo strumento per arrivare in quei posti dove non saresti mai arrivato con i tuoi articoli.

    L’idea di fondo del mio contest è stata premiata dai numerosi partecipanti… e per questo sono contento.

    Anche se poi si rischia, se il buzz è troppo forte, di essere ricordati solo per il contest. Ad un paio di barcamp, un paio di persone :” Daniele eccoti… sei quello delle orechiette vero ?” 😀

    Ma va bene anche così… 😀

    (ho visto il video mentre guidi… molto cool dal vivo 😀 )

    1. ikaro scrive:

      Peccato che non ti conoscevo ancora altrimenti avrei partecipato per le orecchiette! 🙂

  3. Fabrizio Favre scrive:

    Ma non si deve fare nessuna dichiarazione alla Guardia di Finanza trattandosi di un concorso?

    1. ikaro scrive:

      E’ un argomento controverso. Il problema di considerare il contest come un concorso vero e proprio e quindi considerarlo soggetto alla legislatura vigente in materia è un argomento delicato quanto quello dei siti internet e della legge sull’editoria.
      Un sito è un prodotto editoriale o no? Se no, allora un semplice contest a mio avviso è un gioco tra amici, se si allora c’è il rischio che debba essere considerato alla stregua dei concorsi lanciati in Tv o al supermercato.
      La mia opinione è che i blog e i siti in genere NON sono prodotti editoriali, e quindi il contest è un gioco tra amici. Se un domani venisse espressamente dichiarato il contrario allora possiamo chiudere tutti perchè chiunque abbia un sito internet sarebbe sottoposto alle vessazioni di un giornale o un periodico senza averne i vantaggi (finanziamenti pubblici).
      Attendiamo altre opinioni in merito.

      1. Claudio scrive:

        Però le due questioni che citi non credo che siano collegate. Riguardo alla assimilazione con i concorsi ci sono diverse regole legate, ad esempio, alla natura del bene o servizio messo in palio e alle procedure (se prevedono o meno una estrazione). Nel nostro caso (ne approfitto per segnalarlo: http://www.regalo-idee.it/sanvalentino/omaggigratis.aspx) abbiamo considerato il fatto che il premio messo in palio (una canzone) è una prestazione d’opera gratuita, che non c’è estrazione e che gli altri premi (di consolazione) sono distribuiti a pioggia: questo dovrebbe mettere al riparo da eventuali problemi. che ne pensi?