Ritorna AdsBlackList: Filtra Gli Ads Poco Remunerativi Ed Ottimizza I Guadagni

E’ tornato AdsBlackList, l’ottimo servizio di webmarketing che aiuta ad ottimizzare guadagni dei publishers e gli investimenti degli advertisers.

AdsBlackList

AdsBlackList è indirizzato specificamente a programmi di affiliazione pay-per-click:

La base dati dei siti in questione è gestita con dinamiche di social networking: ogni utente può segnalare un sito sia come poco remunerativo (LCPC – Low Cost Per Click) sia come spam sites (MFA – Made For Ads). Oltre all’URL vanno segnalate le chiavi correlate. Tali segnalazioni vengono poi confermate o confutate dagli altri utenti.

E’ particolarmente utile per tentare di limitare per quanto possibile la frustrazione dei click da un centesimo a fronte degli sforzi richiesti per mantenere un sito dignitoso.

Come filtrare gli ads poco remunerativi

E’ necessario iscriversi, l’account base è gratuito. Si inserisce la URL del proprio sito e vi si associano le chiavi di maggior rilevanza. I publishers possono utilizzare le chiavi principali con cui vengono trovati dai motori perchè presumibilmente saranno anche quelle utilizzate maggiormente nei meccanismi contestuali dei programmi di affiliazione (puoi usare Analytics se disponi di un account), mentre i publisher ovviamente inseriranno le keywords che intendono utilizzare nelle campagne di AdWords o Overture.

Fatto questo si andrà a selezionare il genere di lista da generare: se gli ads a basso costo per click (LCPC) o i siti spam (MFA). Viene infine generata una lista di siti considerati “dannosi” per il nostro: pessimi come advertisers o dannosi come publishers.

Per evitare di visualizzare gli ads di questi insersionisti basterà inserire la lista nel filtro dei competitor.

Funziona?

Il meccanismo illustrato ha senso, ma come al solito si deve provare. Io ho avuto modo di provarlo lo scorso Marzo prima che chiudesse, venisse ristrutturato e riaperto (il 18 Aprile) dalla Vision i.T Services.

La mia impressione è stata molto positiva, anche se per avere un giudizio più affidabile servirebbe molto più tempo. Ti consiglio in ogni caso di provarlo avendo cura di:

  • Identificare bene le chiavi del tuo sito
  • Rinfrescare la black list ogni settimana (advertisers e publishers cambiano rapidamente)
  • Verificare le policy del tuo programma di affiliazione.

Considera anche che, come sempre in questi casi, la stragrande maggioranza delle segnalazioni è per siti in lingua inglese.

Esistono 3 account: Member, Premier Member and Premier+ Member. Il primo è completamente gratuito, ma con la limitazione di 50 siti per lista. il secondo puà generare liste sino a 200 siti ed il terzo permette di gestire direttamente gli account AdSense con il sistema AdsBlackList.


Avviso: Il servizio è stato sospeso

Se ti è stato utile potrebbero interessarti anche:

Commenti

  1. Il sistema è interessante e potenzialmente valido ma c’è il rischio di un utilizzo scorretto da parte dei concorrenti. Non ho ben capito, ad esempio, chi segnala un sito come spam o un inserzionista come poco remunerativo: se è la comunità degli utenti, si rischia, a mio parere, di essere penalizzati da dinamiche che poco hanno a che vedere con il valore in sé di pagine web e campagne pubblicitarie. E’ un’impressione e poco altro, lo ripeto, ma credo che il pericolo sia reale.

    1. ikaro scrive:

      Questo è l’eterno dilemma delle dinamiche sociali 🙂 Non so bene per questo servizio, ma in genere le dinamiche sociali funzionano in maniera egregia. Considera qualche segnalazione non può aver gran valore in quanto sarebbe troppo facile allora danneggiare i concorrenti, servono grandi numeri ed un controllo accurato. Immagina anche Google: quanti webmaster scorretti segnalano i siti concorrenti come spam al fine di eliminarli dalle SERP?

      Io penso che il sistema sia sicuro.